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·29 settembre 2026

FC Nantes: il triste bilancio dell’era Kita

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Dal suo arrivo alla guida del FC Nantes nel 2007, Waldemar Kita ha vissuto alti e bassi. Tra continui cambi in panchina e risultati altalenanti, l’instabilità è diventata uno dei tratti distintivi del suo regno.

C’è una statistica che forse riassume meglio di tutte le altre l’era Waldemar Kita. Da quando ha rilevato il FC Nantes nel 2007, sulla panchina si sono susseguiti 21 allenatori diversi, senza contare gli interim. Un dato impressionante. Soprattutto se lo si confronta con la storia del club prima dell’arrivo del proprietario franco-polacco: il FC Nantes aveva avuto... 17 allenatori in totale dalla sua fondazione nel 1943. In altre parole, Kita ha conosciuto in meno di vent’anni tanti tecnici quanti il club nei suoi primi 64 anni di esistenza.


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E questo valzer non si è mai davvero fermato. Der Zakarian, Girard, Conceição, Ranieri, Cardoso, Halilhodzic, Gourcuff, Domenech, Kombouaré, Aristouy, Gourvennec, Castro, Kantari… I nomi cambiano, così come le epoche, ma lo scenario resta spesso lo stesso. Nel settembre 2026, Michel Der Zakarian, appena arrivato, è stato così sostituito da Grégory Poirier dopo appena tre giornate di Ligue 2 e tre sconfitte. Un nuovo episodio che illustra perfettamente questa incapacità di costruire nel lungo periodo.

Risultati da montagne russe

Questa instabilità in panchina si riflette inevitabilmente anche sui risultati. L’era Kita è iniziata con un’immediata risalita in Ligue 1 nel 2008, prima di una nuova retrocessione già nel 2009. Bisognerà poi aspettare il 2013 per rivedere il Nantes nell’élite e vederlo stabilirsi lì in modo duraturo. Ma senza riuscire davvero a fare il salto di qualità.

La prova sono i due grandi momenti di respiro di questo periodo. Nel 2022, i Canaris vincono la Coppa di Francia, 22 anni dopo il loro ultimo trofeo importante, e poi ritrovano l’Europa League nella stagione successiva. Una parentesi magica in una storia molto più tormentata. Quattro anni più tardi, il FCN ritrova infine la Ligue 2 dopo una stagione 2025-2026 disastrosa.

Nel mezzo, il Nantes ha vissuto soprattutto con la minaccia costante di una nuova catastrofe. Il club ha spesso flirtato con la zona retrocessione, al punto da dover richiamare i pompieri di servizio per salvare il proprio posto nell’élite. Antoine Kombouaré, ormai un vero habitué del ruolo, era riuscito in particolare a salvare i Canaris nel 2024. Ma due anni dopo, la caduta era inevitabile...

Ricominciare sempre da capo

Forse è proprio qui che si trova il vero bilancio di questi diciannove anni. Il Nantes non è mai davvero riuscito a impostare un progetto sportivo a lungo termine. A ogni nuovo allenatore bisogna ripartire, cambiare abitudini, a volte rimodellare la rosa e ricostruire una dinamica. E quando i risultati non arrivano abbastanza in fretta, la panchina torna di nuovo in discussione.

Anche gli allenatori che sono riusciti a scrivere il proprio nome nella storia recente del club non sono sfuggiti a questa instabilità. Antoine Kombouaré se n’è andato, è tornato, poi se n’è andato di nuovo. Michel Der Zakarian ha avuto tre esperienze sulla panchina. Anche Vahid Halilhodzic ha avuto due esperienze, l’ultima delle quali nel 2026 per cercare di salvare il club.

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E mentre Waldemar Kita ormai prende apertamente in considerazione un’eventuale vendita del FC Nantes, presto potrebbe voltarsi pagina. Dopo diciannove anni, il bilancio lascerà inevitabilmente il segno: due retrocessioni, un trofeo importante, una partecipazione in Europa… e soprattutto un interminabile valzer in panchina.

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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