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·4 settembre 2026
Fedele al Calcio – Empoli, Pagliuca chiamato all’impresa: tra difficoltà marcate e la speranza da non abbandonare

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·4 settembre 2026

Esempio per decenni di proficua sana gestione sportiva/aziendale, grazie a una famiglia – la famiglia Corsi – che dedica da oramai trentacinque anni sforzi in ogni forma ed è guidata dalla passione nell’accezione più pura del termine, l’Empoli non vive il più roseo dei momenti storici.
Un appannamento fisiologico, per i cambiamenti che ci sono stati nell’ecosistema del calcio italiano e internazionale, dove determinati modelli, che per tanto tempo hanno brillato di una luce spesso non replicabile, necessitano oggi di combustibili diversi. Da qui la trattativa con gli americani e la difficoltà nel poter salvaguardare la propria identità.
L’Empoli, oggi, non può più mescolare l’effervescenza del proprio settore giovanile con l’esperienza necessaria per poter competere ai livelli cui aveva abituato tifosi, avversari e interessati lato sensu. Una situazione resa evidente dall’ultima sessione di calciomercato.
Dopo le difficoltà della scorsa stagione, terminata con una salvezza strappate dalle grinfie della tragedia solo l’8 maggio, la costruzione dell’annata 26/27 ha rapidamente mostrato una realtà con cui bisognerà convivere.
Le trattative dell’Empoli, per motivazioni lasciate ampiamente intendere, sono state condotte su un tavolo con un piede mancante, quello della solidità economico-finanziaria utile a poter gonfiare il petto. Al contrario, gli Azzurri hanno dovuto incerottare le ambizioni inefficaci e immagazzinare una realtà diversa, fatta di stenti e di cupa consapevolezza. Non è un caso che parliamo della rosa che, dal primo luglio a oggi, ha registrato il più rilevante calo di valutazione, con un abbassamento addirittura del 40%, il dato ampiamente più cospicuo della categoria.
L’esperienza in rosa, al triplice fischio della sessione, risiede in pochissimi calciatori, diversi dei quali dai minutaggi risicati nella scorsa stagione: Curto, Magnino, Distefano oppure Corrado, a titolo di esempio. Ceesay era anch’egli un’alternativa, per quanto praticamente sempre chiamato in causa. Situazioni diverse per Shpendi, Yepes e Zedadka, ma l’attaccante – con un’offerta ritenuta congrua – sarebbe stato ceduto al Padova, generando un’ulteriore lacuna.
Questa percezione di instabilità sta accompagnando il secondo mandato di Guido Pagliuca, tornato in panchina dopo la breve esperienza di qualche mese fa. Guida tecnica di indiscutibile valore – probabilmente accantonata dagli onori della ribalta con eccessiva fretta – l’ex allenatore della Juve Stabia sta plasmando un gruppo dove la componente predominante è rappresentata da profili giovani, di indiscutibile avvenire ma imberbi a determinati livelli. La valorizzazione del vivaio, personificata da Biondini, Egan, così come Popov, già noto per quanto fatto nella scorsa stagione, oggi sembra essere diventata una necessità, più che una scelta (la metà della rosa proviene proprio dal settore giovanile del club, con diversi elementi reduce dall’ultimo campionato di Primavera 2; diverso il caso di Biondini, passato addirittura dall’Under 17).

Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images - Via OneFootball
Premesse, tesi, preoccupazioni che non dovranno incupire l’ambiente, cui va chiesta unicamente consapevolezza per le difficoltà che ci saranno: il percorso dell’Empoli sarà tortuoso, poco lineare, senza alcun dubbio graffiato dai patemi generati da un campionato che non concederà alcun rilassamento. Ad ogni modo, i toscani – come già fatto in queste prime due uscite, nonostante il KO di Mantova, dov’è stata evidente la differenza di possibilità all’interno dell’organico – riveleranno tutto ciò che c’è in dotazione: la magnifica versione di Saporiti che stiamo ammirando, il motore di Egan, la personalità di Biondini e tutto ciò che Pagliuca sarà in grado di far fiorire. Non sarà semplice, ma l’epilogo – fortunatamente – non è già scritto.
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