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·9 settembre 2026

Fedele al Calcio - Troppo grande per essere compreso: il privilegio Insigne in Serie B

Immagine dell'articolo:Fedele al Calcio - Troppo grande per essere compreso: il privilegio Insigne in Serie B

Ci sono storie, nel calcio, poggiate su tavoli instabili, che ne delegittimano la stabilità, la linearità e, soprattutto, la possibilità di poter essere sfogliate senza temere crolli. Percorsi con un valore reale praticamente oggettivo, non suscettibili di chissà quali interpretazioni, ma ostacolati – nella valutazione complessiva – dall’assenza di una sorta di perimetro della consacrazione, dal quale non poter uscire per cercare altre vie, altre scuse, altre – soprattutto – accuse.

L'effetto framing applicato al calcio

L’effetto framing, la cui paternità viene spesso associata al compianto sociologo Erving Goffmann, spiega – semplificandone il profondo significato – che vi sono degli “schemi di interpretazione” che, sollecitati, portano gli individui a identificare e categorizzare persone e/o eventi. Scelto il frame, dunque, diventa consequenziale la collocazione.


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Traslando questo concetto nel calcio, è possibile dunque intercettare l’influenza esercitata su tante valutazioni che, con un’altra macchina della consacrazione, oggi avrebbero una differente letteratura a supporto.

Dieci stagioni e più di quattrocento presenze nel Napoli, di cui è stato per anni Capitano; un Europeo vinto da protagonista;  gol e assist ai massimi livelli del calcio italiano, europeo e mondiale; un esteso periodo in cui è stato, con pochi dubbi, il calciatore più talentuoso dell’intero movimento; un romantico ritorno a Pescara, dopo l’esperienza in quel di Toronto, per chiudere un cerchio aperto in una vita precedente; ora, a trentacinque anni, con la possibilità di poter accavallare le gambe e aspettare di raccogliere meriti, l’esperienza in una Sampdoria da rilanciare.

Un simile paragrafo, senza sovrastrutture e preconcetti, rivela e solidifica meriti non negoziabili. Eppure, è così limpida la narrazione su Lorenzo Insigne? La risposta arriva da un napoletano, autore del presente articolo, ed è una convinta negazione.

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Sito ufficiale Sampdoria

La carriera del classe ’91 è stata, è e sarà oggetto di un dibattito contraddistinto da eccessivi picchi critici, dalla volontà di ridimensionarne lo status e, soprattutto, da una strana percezione di incompletezza: il giudizio su Insigne non viene, ancora oggi, unanimemente costruito con una solida base di oggettività e sottolineatura del fatturato tecnico generato, per poi solo in un secondo momento aggiungere un legittimo strato di opinabilità.

Riconoscere i meriti di Insigne per ciò che sono

È qui, dunque, che emerge l’assenza di una narrazione coerente con il valore del calciatore. Dinanzi all’evidenza, per tornare all’introduzione dell’articolo, una differente percezione cambia lo status attribuito. Perché, dunque, il campione – perché è di campione che bisogna parlare – di Frattamaggiore è accompagnato da tutta questa aleatorietà?

Le risposte possono essere molteplici, seguire tante vie e non arrivare a un traguardo condiviso. Ciò che non dovrebbe essere oggetto di negoziazione, però, è il privilegio di ammirare un profilo del genere in Serie B. Un onore che dovrebbe somigliare a quello provato quando Fabregas ha sposato il progetto Como (con interessi ben più ampi, come gli eventi hanno poi dimostrato, rispetto a quelli di Insigne con Pescara e Sampdoria) oppure al romantico ritorno di una leggenda come Buffon in quel di Parma.

Insigne-Sampdoria, contro il Palermo l'ennesima certificazione

La partita contro il Palermo, dove ha trovato il primo gol della nuova avventura, ha certificato la professionalità, il talento, l’utilità tecnico-tattica e la grandezza di un giocatore che, a detta del sottoscritto, tra qualche anno racconteremo come non è stato fatto in tutti questi anni: come uno dei più grandi calciatori italiani del primo quarto di questo secolo.

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