Calcio e Finanza
·14 settembre 2026
FIFPRO contro la governance FIFA: chiesta più voce per calciatori, club e leghe

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·14 settembre 2026

Dopo il fallimento del piano commerciale chiamato FIFA Forward Enterprise (FFE), promosso dal presidente Gianni Infantino, il sindacato internazionale dei calciatori FIFPRO ha diramato un comunicato chiedendo una revisione del sistema di governance del calcio mondiale.
Nel dettaglio, il sindacato ha pubblicato uno studio a supporto della propria richiesta in cui afferma che il piano Forward Enterprise (FFE) della FIFA avrebbe trasformato le principali competizioni calcistiche in beni per capitali privati, senza un’adeguata consultazione con le parti interessate. Secondo FIFPRO è infatti necessario rendere più trasparenti e inclusive le decisioni che riguardano il futuro del calcio mondiale.
Il dato più significativo riguarda il Mondiale 2026: 856 dei giocatori presenti al torneo giocano in club europei, per un valore complessivo di 16,9 miliardi di euro. Secondo lo studio, questo rappresenta il 94% del valore totale dei giocatori impegnati nella competizione. Inoltre, degli 856 giocatori impegnati nel mercato europeo, 451 sono cittadini extraeuropei, generando il 33% del valore totale dei giocatori nel torneo.
Lo studio mostra inoltre che ciascun premio individuale (Pallone d’Oro, Scarpa d’Oro, Miglior Giovane, Guanto d’Oro) nelle ultime cinque edizioni della Coppa del Mondo è stato vinto da un giocatore con un contratto di lavoro europeo. FIFPRO evidenzia anche come circa il 40% dei club delle cinque principali leghe europee avesse una proprietà di maggioranza non europea nella stagione 2025/26.
FIFPRO Europe ha affermato che questi dati evidenziano la necessità di proteggere quella che è stata definita come l’«infrastruttura critica» del calcio e ha chiesto una revisione indipendente dei processi decisionali esecutivi del Consiglio FIFA, per garantire che cambiamenti di grande portata non possano essere portati avanti da un singolo ufficio in maniera autonoma.
Il rapporto sottolinea inoltre come la quota dei ricavi del Mondiale distribuita sotto forma di premi alle nazionali partecipanti sia scesa a circa il 7,7% nel 2026, rispetto al 10,5% del 2006, nonostante la forte crescita dei ricavi generati dal torneo. «I calciatori ricevono soltanto una frazione di quel ritorno, mentre le federazioni partecipanti dipendono da esso in quanto unico flusso di ricavi FIFA legato alle performance sportive», si legge nel rapporto.
Il sindacato ha inoltre chiesto l’inclusione formale di calciatori, club e leghe nei processi di governance del calcio, insieme alle federazioni nazionali. In questo contesto, lo studio FIFPRO sottolinea l’importanza di una revisione indipendente della funzione decisionale esecutiva del Consiglio FIFA, affinché nessuno possa agire unilateralmente. Qualsiasi proposta dovrebbe essere infatti elaborata attraverso una governance basata sulla fiducia e non portata avanti unilateralmente.







































