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·13 maggio 2026

Figc, Malagò e Abete si candidano ufficialmente! Il verdetto il 22 giugno

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La corsa alla poltrona più ambita del calcio italiano entra ufficialmente nella sua fase calda. Con il deposito delle candidature di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, la sfida per la presidenza della FIGC si delinea come uno scontro frontale tra due visioni opposte: da una parte il “nuovismo” istituzionale sostenuto dai vertici professionistici, dall’altra la “continuità” radicata nel territorio e nella base dilettantistica. Il verdetto arriverà il 22 giugno, ma i pesi politici in campo stanno già spostando gli equilibri in modo significativo.

I “professionisti” di Malagò e la trincea di Abete: chi sarà il nuovo presidente della Figc?

Giovanni Malagò ha costruito nelle ultime settimane un vero e proprio fronte unico della parte “nobile” del calcio. Dopo aver incassato l’appoggio di Lega Serie A, AIC (calciatori) e AIAC (allenatori), l’ultima pedina è caduta proprio ieri con il “sì” della Lega Serie B. Il presidente Paolo Bedin ha formalizzato una convergenza nata da un intenso lavoro programmatico, portando in dote un blocco di voti che rende la candidatura di Malagò estremamente solida. La sua è una proposta che punta sulla modernizzazione e sulla centralità dei club professionistici, cercando di traslare il modello gestionale del CONI direttamente in via Allegri.


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Giancarlo Abete non sembra però intenzionato a fare il ruolo della vittima sacrificale. Presentandosi personalmente, il presidente della LND ha lanciato messaggi molto chiari: “Sono un’espressione di una continuità anche significativa all’interno del mondo della federazione, che non è basata sui poteri forti, ma su un certo tipo di coerenza e certi tipi di comportamento. Sono sereno e fiducioso. La candidatura c’è ed è formalmente presentata. Il rischio del mondo del calcio non è il livello qualitativo delle persone – e non c’è bisogno che io dica il livello di Malagò – ma che si individui le persone e non i programmi condivisi.

La Lega Pro e il fattore tempo: la corsa alla presidenza della Figc

In questo scontro tra titani, il ruolo di “ago della bilancia” spetta ora alla Lega Pro. Il fatto che non si sia ancora espressa ufficialmente non è un dettaglio da poco: il loro richiamo al “metodo e ai contenuti” suggerisce che il terzo livello del calcio professionistico stia cercando di capire quale dei due candidati sia disposto a concedere di più in termini di riforme strutturali e contributi economici. La FIGC ha ora tempo fino al 22 maggio per analizzare e accettare formalmente le candidature, aprendo così un mese di campagna elettorale purissima che si preannuncia tesissimo.

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