FIGC, Malagò: «Ineleggibilità? Problema che non sussiste». Abete: «Il suo programma è ecumenico» | OneFootball

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·19 maggio 2026

FIGC, Malagò: «Ineleggibilità? Problema che non sussiste». Abete: «Il suo programma è ecumenico»

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La FIGC entra nella fase decisiva della corsa alla presidenza federale. Saranno Giancarlo Abete e Giovanni Malagò a contendersi la guida della Federcalcio, dopo il deposito ufficiale nei giorni scorsi delle candidature e dei rispettivi programmi elettorali. Malagò può contare sull’appoggio di Lega Serie A, Lega Serie B, Assocalciatori e Assoallenatori, mentre Abete si presenta forte della propria esperienza alla guida della Lega Nazionale Dilettanti.

«È la storia delle persone che parla per sé, più di ogni altro elemento», ha dichiarato Malagò a Sky Sport 24, tornando poi anche sul tema della presunta ineleggibilità alla presidenza federale: «Non è una mia opinione ma degli esperti a cui mi sono rivolto: è un problema che non sussiste. Mi sembra che i fatti siano molto chiari».


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Uno dei primi dossier che attenderanno il futuro presidente FIGC sarà quello legato alla Nazionale italiana e alla scelta del nuovo commissario tecnico, chiamato a riportare l’Italia ai Mondiali. Sul tema, Malagò ha spiegato: «Su una cosa non avrò dubbi; dovrà essere un Ct che, come ho fatto io, dovrà sposare per l’eternità un percorso su cui mettersi in gioco. È un tema che non si può approcciare con le normali valutazioni che può fare un allenatore di club». L’ex presidente del CONI ha inoltre precisato che, al momento, non esistono nomi definiti per la panchina azzurra.

Nel frattempo, il confronto tra i due candidati si è acceso anche sui rispettivi programmi elettorali. A margine dell’evento “Athora Game On 2026 – All Stars Night”, Abete ha sottolineato le differenze rispetto alla proposta del rivale: «Punti di convergenza con il programma di Malagò? Sono due programmi diversi obiettivamente. Quello del presidente Malagò è, utilizzando un termine che deve essere interpretato nel modo corretto, un po’ ecumenico nel senso che si tratta naturalmente di non urtare sensibilità da parte di nessuno. Il mio programma è un po’ più tranchant sul versante di alcune valutazioni, alcune riflessioni e alcune linee di indirizzo».

Secondo Abete, tale differenza deriverebbe anche dai percorsi professionali dei due candidati: «Ma questo probabilmente è fisiologico perché vengo da un’esperienza interna e quindi probabilmente ho più facilità di individuare delle situazioni di criticità all’interno del sistema». Il numero uno della LND ha poi aggiunto: «Viene da una dimensione esterna al mondo del calcio e quindi è giusto che il primo tipo di approccio sia un approccio sistemico nell’obiettivo di tenere insieme tutte le componenti, cosa che vogliamo fare tutti quanti noi, ma la storia ha dimostrato che non è sufficiente avere il 90 o il 100% dei voti per dar luogo a un progetto di rinnovamento».

Alle parole di Abete ha replicato lo stesso Malagò, sempre a margine dell’evento romano: «Secondo Abete il mio programma è ecumenico? Non commento, rispetto quella che è la sua opinione. Penso che nella mia vita non ci sia stato nulla di ecumenico, tantomeno nel percorso sportivo. Però ognuno dà le sue valutazioni».

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