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·20 aprile 2026
FIGC, Malagò: “Non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura”

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·20 aprile 2026

Giovanni Malagò quest’oggi ha incontrato la Lega Serie A in vista delle elezioni della FIGC programmate per il prossimo 22 giugno.
Il Presidente del CONI ha spiegato il suo punto di vista, con l’obiettivo di valutare se esistano i presupposti per una guida capace di superare lo stallo attuale del calcio italiano.
Sugli incontri e sulla possibilità di formalizzare la sua candidatura, Malagò ha spiegato in conferenza stampa: “Mi sembrava doveroso cominciare con chi aveva pensato a me per l’ipotesi della candidatura, anche e soprattutto per questo atipico consenso all’interno della componente. È previsto che farò degli incontri anche con il presidente della Lega di B, domani col presidente della Lega Pro e prima della fine della settimana anche con Assocalciatori e con la componente che rappresenta gli allenatori. Posso sembrare di parte, ma conosco l’ambiente molto bene, sono state due ore straordinarie di chiacchierata in cui tutti hanno espresso concetti e rinsaldato fiducia che mi fa molto ragionare, io non ho nessuna certezza di portare avanti la candidatura, lo farò esclusivamente dopo aver sentito le altre componenti“.
Analizzando le ragioni che hanno portato il sistema calcio a cercare una nuova figura di riferimento, ha spiegato: “La crisi del calcio italiano? Ho sempre la preoccupazione di cercare di dare un senso del ruolo e dell’impegno e della presenza. Non sono preoccupato del risultato elettorale del 22 giugno, è chiaro che quando c’è una partita uno la deve giocare, però sto cercando di riflettere e dare un apporto diverso, propositivo e ottimistico. Se oggi si pensa a un nuovo presidente di Federazione è perché l’Italia è stata di nuovo eliminata per il Mondiale. Se l’Italia avesse vinto in Bosnia non penso staremmo a parlare dell’elezione di un nuovo presidente della FIGC“.
Infine, Malagò ha parlato della necessità di un cambio di mentalità: “Sotto il profilo di quella che è la capacità di saper organizzare una squadra che va in campo mettendo il massimo qualcosa l’ho dimostrato nella mia vita. Non devi stare a disperdere tempo ed energie per stare dalla mattina alla sera a contemperare formule compromissorie. Credo che bisogna che oggi il calcio metta da parte il più possibile i personalismi, sotto il profilo del prodotto e dell’immagine si deve mettere in condizione di meritare di essere considerato in modo diverso sotto un profilo istituzionale, come si è dimostrato in altre discipline sportive“.









































