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·20 aprile 2026

Figc, Malagò oggi parla con la Serie A: De Laurentiis boccia Abete

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Dopo lo scossone delle dimissioni di Gabriele Gravina a seguito dell’eliminazione dell’Italia ai playoff contro la Bosnia, la Lega Serie A ha trovato un’unanimità quasi totale sul nome di Giovanni Malagò come futuro Presidente della FIGC. Ben 19 club su 20 hanno firmato per sostenere l’ex numero uno del CONI, con l’unica voce fuori dal coro rappresentata da Claudio Lotito, che continua a spingere per il commissariamento.

La giornata odierna segna l’inizio ufficiale della marcia verso il 22 giugno, data dell’Assemblea elettiva: dopo l’assemblea di stamattina, Malagò incontrerà i club nel pomeriggio per illustrare quel programma che molti sperano possa finalmente “rifondare” il sistema.


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Nonostante il sostegno massiccio della Serie A, la strada per Malagò non è priva di insidie. Per essere eletto, il candidato dovrà raggiungere il 51% delle preferenze, ma il peso del voto è distribuito in modo tale che il massimo campionato italiano sposta solo il 18%. La vera battaglia si giocherà sul consenso della Lega Nazionale Dilettanti (34%) e dell’AIC (20%), componenti storicamente pesanti che potrebbero fare da ago della bilancia nel duello a distanza con Giancarlo Abete, qualora quest’ultimo dovesse formalizzare la sua candidatura entro il termine del 13 maggio.

Presidente Figc, De Laurentiis appoggia Malagò: “Abete non è adatto”

A infiammare il dibattito ci ha pensato, come di consueto, Aurelio De Laurentiis. Rientrato da Los Angeles, il presidente del Napoli ha rivendicato il merito di aver spinto Malagò verso questa sfida, definendolo l’unico in grado di prendere in mano la situazione grazie alla sua esperienza istituzionale e imprenditoriale. Con il suo stile inconfondibile, ADL non ha risparmiato critiche a Giancarlo Abete — definito “non adatto” nonostante il rispetto personale e i legami societari con il fratello — e ha lanciato una stoccata a chi nel calcio italiano resta “incollato alla poltrona”.

“Siamo stanchi di essere portati per mano da persone che interpretano i ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio. Malagò è “welcome”. Abete è un signore che rispetto, suo fratello è un mio socio, ma non è adatto per questo lavoro. Lui si risentirà di queste mie parole ma siamo in democrazia, anche se gli italiani sono codardi e traditori per natura. Delle volte all’estero me ne vergogno. Alle 15 avremo le idee più chiare, Malagò ci spiegherà le sue idee che speriamo collimino con le nostre. Il calcio va rifondato: mi prendono per visionario, dal 2004 ho sempre rotto le scatole a tutti dicendo che era tutto vecchio e che stavamo sbagliando tutto. C’era però gente con il sedere incollato alla poltrona, e non si schiodano. Conte ct? Ho già detto tutto”.

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