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·18 aprile 2026

Finale Copa del Rey, tutto pronto per Atletico Madrid e Real Sociedad: sarà anche un ‘affare di famiglia’

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Finale Copa del Rey, arriva la super sfida Atletico Madrid e Real Sociedad: sarà un ‘affare di famiglia’. I dettagli

Oggi si gioca la finale della Copa del Rey tra Atletico Madrid e Real Sociedad. E Marca racconta una bella storia di famiglia che vivrà un nuovo capitolo. Una Coppa del Re, quella che ha fatto da preludio al Doblete del 1996, è stato il primo trofeo sollevato da Diego Pablo Simeone con la maglia dell’Atlético Madrid. Un’altra Coppa, quella del 2013, ha rappresentato il capolavoro tattico e psicologico con cui il Cholo, ormai in veste di allenatore, ha lanciato un messaggio inequivocabile al calcio spagnolo e agli eterni rivali cittadini del Real: l’egemonia delle solite due stava per finire.


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Durante il trionfo del 1996, il figlio Giuliano non era nemmeno nato. Nel 2013, invece, aveva appena dieci anni e visse quella notte in totale estasi davanti alla televisione, in Argentina. A raccontarlo è il fratello Gianluca, che all’epoca di anni ne aveva 14: “Non potevamo andare al Bernabéu perché c’era la scuola, Giuliano era troppo piccolo. Ma non dimenticheremo mai quella partita per tutto ciò che rappresentava: l’avversario, i 14 anni senza vittorie nei derby, la prima finale di papà. Il giorno dopo, ovviamente, andammo a scuola con la maglia dell’Atlético”.In casa Simeone, a Buenos Aires, il calcio era – ed è – una religione fatta di rigide scaramanzie. Gianluca ricorda i rituali maniacali di quella sera indimenticabile: “Sempre lo stesso divano, bandiere e sciarpe posizionate in modo identico, l’inno suonato prima del fischio d’inizio. Non mancava nulla, siamo molto scaramantici”. Un ordine quasi sacro che si trasformò in pura follia collettiva al gol decisivo di Miranda ai supplementari: “Iniziammo a correre come pazzi verso la piscina per poi tornare indietro. I vicini si chiedevano chi avesse segnato, non capivano nulla perché non giocavano né Boca né River. Alla fine, pure loro sono diventati tifosi dei Colchoneros!”.

Giuliano era il tifoso numero uno, cresciuto poi col mito di Antoine Griezmann. Eppure, per quanto amassero visceralmente l’Atlético mentre muovevano i primi passi nelle giovanili del River Plate, era impossibile immaginare ciò che sarebbe successo. Oggi, a 13 anni di distanza da quella notte magica, Giuliano è passato dall’essere un bambino scatenato sul divano a vero protagonista in campo. “Come fratello è un orgoglio immenso, nessuno gli ha mai regalato nulla”, conclude Gianluca. “Speriamo di poter festeggiare tutti insieme stasera a La Cartuja”.

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