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Inter News 24

·20 aprile 2026

Finale Coppa Italia, l’Olimpico non è più scontato, si valuta il cambio sede

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Finale Coppa Italia: il Consiglio di Lega valuta Reggio Emilia o Parma per evitare scontri ed emergenze sicurezza

La Coppa Italia si prepara a vivere i suoi momenti più caldi. Tra domani e mercoledì, il tabellone delineerà ufficialmente le due formazioni che si scontreranno per alzare al cielo il trofeo il prossimo 13 maggio. Se da un lato l’attenzione è rivolta alla sfida tra Inter e Como e al confronto tra Atalanta e Lazio, nelle sedi istituzionali si riflette seriamente sulla sede della partita secca, mettendo in discussione la storica cornice della Capitale.

Il nodo ordine pubblico e l’incognita dell’Olimpico

Sul tavolo dei vertici dirigenziali pesa una questione organizzativa di primaria importanza. Qualora dal campo dovesse emergere un abbinamento per la finalissima tutto lombardo tra Como e Atalanta, si innescherebbe un pesante allarme legato all’ordine pubblico. Le fazioni del tifo delle due società sono divise da una storica e accesa rivalità e si troverebbero obbligate a percorrere i medesimi assi viari e ferroviari verso Roma. Inoltre, la Lega Serie A teme di non garantire il “tutto esaurito”, fattore essenziale per l’immagine televisiva internazionale del torneo.


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Le dichiarazioni finale Coppa Italia e il regolamento

A offrire una via d’uscita a questa potenziale impasse è la stessa normativa della competizione. Il testo ufficiale chiarisce infatti che la sede non è vincolata in modo assoluto a Roma, lasciando ampio margine di manovra agli organizzatori in caso di necessità. Le dichiarazioni finale Coppa Italia contenute nel regolamento sono inequivocabili e recitano: «La finale si svolge in gara unica, in linea di principio allo Stadio Olimpico di Roma, o in altra sede individuata, a suo insindacabile giudizio, dal Consiglio di Lega». Questa dicitura autorizza formalmente il cambio del teatro della partita in presenza di palesi minacce alla sicurezza, delegando la responsabilità della scelta finale al Consiglio solo dopo che il quadro delle qualificate sarà completo.

Le possibili sedi alternative: Reggio Emilia e Parma in pole

Passando al vaglio le alternative praticabili, l’opzione di San Siro viene giudicata complessa per la gestione della capienza. Le piste più concrete portano invece dritto in Emilia-Romagna. Impianti moderni come quelli di Reggio Emilia e Parma si candidano prepotentemente ad ospitare l’evento, offrendo garanzie superiori per una gestione sicura dei flussi. Queste sedi permetterebbero infatti di assicurare percorsi logistici separati per le curve avversarie, disinnescando sul nascere ogni pericolo di contatto tra le tifoserie.

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