Finisce la seconda era Sarri, addio al comandante! La Lazio ti deve tanto | OneFootball

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·25 maggio 2026

Finisce la seconda era Sarri, addio al comandante! La Lazio ti deve tanto

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Maurizio Sarri è vicinissimo alla fine della sua seconda esperienza da allenatore della Lazio: i contrasti con Claudio Lotito sono stati decisivi?

In casa Lazio si va verso la fine di un’era, la seconda era Sarri sulla panchina dei biancocelesti. Il tecnico nel pomeriggio incontrerà il presidente Claudio Lotito per cui si va, con ogni probabilità, verso la chiusura della sua seconda esperienza alla guida della formazione capitolina. In un contesto segnato dai contrasti tra l’allenatore e il patron, l’unica direzione possibile da prendere è questa. E a quanto filtra, la volontà del Comandante è quella di chiudere senza strascichi questa avventura, per cui non vi sarà una richiesta da parte dello stesso di ricevere un indennizzo o una buonuscita per risolvere anticipatamente il suo contratto con la società. Sarà una chiusura senza alcun esborso economico.

Questo evidenzia ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il grande amore del tecnico toscano verso il popolo laziale, un attaccamento fortissimo nei confronti di una realtà nella quale in passato ha fatto benissimo, ripetendosi in questa stagione nonostante le tante difficoltà.


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Dal mercato chiuso per quanto riguarda la sessione estiva ad un inverno di trattative che inizialmente sembrava senza logica e che poi ha visto l’ingresso di profili giovani e funzionali come quelli di Taylor e Motta.

Tutto ciò avendo come contraltare la cessione di tre elementi centrali e fondamentali della rosa, in primis Valentin Castellanos passato al West Ham e con lui Matteo Guendouzi ceduto al Fenerbahce, ai quali si unisce l’uscita di Christos Mandas passato al Bournemouth in prestito con diritto di riscatto. Una rosa depotenziata il cui organico è stato ampiamente ringiovanito, ma sicuramente abbassato a livello di qualità tecniche. Una squadra non costruita sulle precise esigenze dell’ex Napoli, data la chiusura della sessione estiva per i già più volte trattati problemi della dirigenza, e quindi un gruppo consegnato al tecnico che non rispondeve alle sue necessità tecnico tattiche.

Una rosa che era la medesima preparata in precedenza per Marco Baroni, la quale già nella scorsa stagione non fece bene. In un contesto così complicato, Sarri si è districato e ha portato la squadra a giocarsi la finale di Coppa Italia, persa in modo abbastanza netto con l’Inter, ma raggiunta con una grande prova di forza e con la voglia di salvare una annata complicata più per le scelte della società che per il reale rendimento in campo.

Una squadra sempre dalla parte del suo condottiero, schierata con lui in ogni momento e in ogni decisione, in ogni contrasto con la dirigenza; non ultime le parole del numero uno biancoceleste che ha duramente attaccato i suoi giocatori per le brutte prestazioni fornite tanto contro i nerazzurri in coppa quanto contro la Roma nel derby.

Si va verso la chiusura di un’era, come dicevamo la seconda per Sarri, ma il legame tra lui e la piazza rimarrà assolutamente intatto. Il grande amore provato tanto dal mister nei confronti della squadra quanto dai tifosi nei confronti dello stesso rimarrà imperituro. Il Comandante ha fatto di tutto per questi colori, si è dato, si è speso e si è totalmente sacrificato nonostante un presidente la cui gestione resta incredibilmente distopica.

Sarri ha fatto di tutto nonostante una squadra non adatta al suo gioco e il cui livello tecnico era decisamente al di sotto delle aspettative, o comunque di ciò che serve per costruire una stagione vincente.

L’allenatore ha dato tutto alla sua gente, i tifosi hanno dato tutto a lui. Di mezzo, però, resta come sempre Lotito.

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