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·19 marzo 2026
Fiorentina, la prova del 9 col Rakow: segnali incoraggianti di crescita? Cos’è successo dopo la vittoria con la Cremonese

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La Fiorentina ha ritrovato sé stessa nel momento più delicato della stagione. Il successo ottenuto sul campo della Cremonese non vale soltanto tre punti pesantissimi nella corsa salvezza, ma rappresenta anche un segnale forte sul piano mentale e tecnico. La squadra di Marco Vanoli, allenatore viola, ha finalmente mostrato coraggio, qualità e personalità, lasciandosi alle spalle paure e blocchi che per mesi ne avevano frenato il rendimento. Per lunghi tratti del campionato, infatti, la formazione toscana era sembrata intrappolata nei propri limiti, incapace di valorizzare davvero il livello della rosa. Allo Zini, invece, si è vista una squadra diversa, più convinta, più libera e soprattutto più fedele alla propria identità. Una Fiorentina capace di ricordarsi di avere esperienza, struttura e giocatori adatti non solo per lottare in basso, ma anche per continuare a essere protagonista in Conference League, competizione nella quale i viola hanno costruito una credibilità importante negli ultimi anni.
La sfida europea contro il Rakow Czestochowa, in programma in Polonia dopo il 2-1 dell’andata maturato al Franchi, arriva così in un momento completamente diverso rispetto a poche settimane fa. Il gol decisivo su rigore di Albert Gudmundsson, attaccante islandese di talento e fantasia, ha consegnato alla Fiorentina un piccolo vantaggio, ma la vera notizia positiva è il modo in cui la squadra è tornata a produrre calcio. Contro la Cremonese non si sono visti soltanto episodi favorevoli, ma una manovra più coraggiosa e varia: costruzione interna, verticalizzazioni rapide, giocate palla a terra e una gestione tecnica più lucida negli spazi stretti. Lo stesso Fabiano Parisi, esterno mancino adattato più in avanti, ha confermato di poter diventare una risorsa preziosa. Il Rakow, con il suo assetto basso e la difesa a tre, proporrà un contesto tattico simile a quello dei grigiorossi. Per questo la Fiorentina dovrà evitare l’errore dell’andata, quando si era affidata troppo ai cross, e riproporre invece quella qualità di gioco vista lunedì sera.
La permanenza in Serie A non è ancora matematica, ma il successo contro la Cremonese ha migliorato in modo sensibile classifica, morale e prospettive. La Viola ha rimesso pressione alle rivali e, soprattutto, ha ritrovato fiducia nei propri mezzi. In questo senso anche la Conference League cambia significato: da possibile intralcio nel calendario a opportunità concreta per alimentare entusiasmo e autostima. Se la squadra di Vanoli continuerà a esprimersi con questo atteggiamento, potrà affrontare il finale di stagione con ambizioni diverse. Roberto Piccoli, centravanti in crescita, sta trovando continuità, Moise Kean, attaccante azzurro, recupera condizione e minuti, mentre altri elementi come Ndour e Fabbian possono ancora dare risposte importanti. Alla Fiorentina adesso serve una sola cosa: continuare ad avere coraggio.
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