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·1 settembre 2026

Fiorentina, mercato da regina ma equilibrio da trovare: il grande rebus tattico per Grosso dopo i colpi di Paratici

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La Fiorentina ha aumentato qualità e soluzioni offensive, ma le 7 reti subite nelle prime due giornate impongono una riflessione sulla fase difensiva

La Fiorentina si candida a essere una delle grandi protagoniste del calciomercato estivo 2026/27. La sessione condotta dal ds Fabio Paratici ha portato a Firenze una lunga serie di acquisti importanti, molti dei quali dal peso offensivo evidente. Una campagna ambiziosa, ricca di nomi e di investimenti, che ha alzato il livello tecnico della rosa ma ha aperto anche diversi interrogativi sul piano tattico.

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Il compito più delicato sarà ora nelle mani di Fabio Grosso, chiamato a trasformare una squadra piena di talento in un gruppo equilibrato, compatto e sostenibile. Perché il punto non è soltanto aggiungere qualità negli ultimi metri, ma capire come far convivere tanti giocatori offensivi senza perdere solidità.

Fiorentina, mercato offensivo e campanello d’allarme in difesa

Il dato che pesa maggiormente riguarda l’avvio di campionato: 7 gol subiti nelle prime due giornate di Serie A, chiuse con due sconfitte contro Roma e Frosinone. Numeri che rappresentano molto più di un semplice campanello d’allarme.

La Fiorentina ha mostrato fragilità evidenti nella gestione delle transizioni negative, nella protezione della linea difensiva e nella capacità di restare corta tra i reparti. In questo contesto, colpisce che le ultime mosse di mercato siano state ancora una volta indirizzate soprattutto verso l’attacco: Njie, Gnonto, Beto e Pedro Gonçalves aumentano il potenziale offensivo, ma non risolvono automaticamente i problemi di equilibrio.

Paratici, tanti colpi ma serve una gerarchia chiara

Gli arrivi di Pellegrino e Beto danno alla Fiorentina peso, profondità e presenza in area. Sono due attaccanti capaci di occupare i centrali avversari, attaccare gli spazi e offrire soluzioni diverse negli ultimi metri. Il rischio, però, è quello di accumulare troppi profili offensivi senza una gerarchia immediatamente definita.

Ancora più complessa è la gestione di giocatori come Mastantuono, Gnonto, Pedro Gonçalves e Njie. Tutti aggiungono fantasia, strappi, uno contro uno e imprevedibilità, ma tutti portano naturalmente la squadra ad attaccare con tanti uomini. Se la struttura preventiva non funziona, ogni pallone perso può trasformarsi in una ripartenza pericolosa.

Atta, Valdepenas e Alex Jimenez: qualità, corsa e rischio sbilanciamento

Anche a centrocampo l’arrivo di Atta va letto in questa direzione. Il giocatore aggiunge dinamismo, inserimenti e qualità nella metà campo offensiva, ma non è un profilo puramente conservativo. In una squadra già ricca di soluzioni avanzate, la sua propensione offensiva può diventare un valore soltanto se accompagnata da coperture precise.

Il tema si allarga poi ai terzini. Valdepenas e Alex Jimenez sono entrambi laterali di grande spinta, capaci di dare ampiezza e accompagnare l’azione con continuità. Ma se salgono contemporaneamente, la Fiorentina rischia di lasciare troppo campo alle spalle, costringendo i centrali a difendere molti metri in campo aperto.

Fiorentina, la sfida di Grosso è trovare equilibrio

Il mercato della Fiorentina ha reso la rosa più ricca, profonda e talentuosa. Sulla carta, il salto di qualità è evidente. Ma ora serve una sintesi tattica: scegliere chi gioca, come occupare gli spazi e soprattutto come proteggere la squadra quando perde palla.

La vera sfida per Grosso sarà trasformare un mercato scoppiettante in una squadra riconoscibile. Perché segnare tanto può non bastare, se ogni partita diventa aperta, lunga e vulnerabile.

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