Calcionews24
·5 febbraio 2026
Fiorentina, Paratici si presenta: «Ecco perché ho scelto di venire qui. Dobbiamo accettare che per i prossimi 4 mesi dobbiamo mettere la testa nel carro armato e soffrire per salvarci!»

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·5 febbraio 2026

Fabio Paratici, nuovo direttore sportivo della Fiorentina, si è presentato in conferenza stampa.
PERCHE’ HA SCELTO LA FIORENTINA – «Colgo l’occasione per ringraziare la Fiorentina per la grande opportunità che mi sta regalando. Ringrazio il Tottenham, che mi ha dato l’opportunità di vivere 5 anni meravigliosi in Premier League, mi ha fatto sentire a casa e mi ha aspettato in momenti difficili, e ora mi ha permesso di venire alla Fiorentina. Ho scelto di venire alla Fiorentina il 15-16 dicembre, la Fiorentina aveva 6 punti. Alessandro Ferrari è venuto a Londra a incontrarmi e ho deciso in quel momento di venire qui: una situazione che poteva sembrare da incosciente e invece è solo una scelta coraggiosa. Quando uno fa una scelta coraggiosa è perché valuta e pondera le varie motivazioni per cui la fa: nel mio caso ho pensato che la Fiorentina abbia una grandissima proprietà, ha delle infrastrutture di primissimo livello nel mondo, non solo in Italia. Ha in gruppo di persone con cui mi sono sentito in simbiosi, ha una città che è un brand internazionale da rispettare e portare in giro per il mondo. Dopo essere stato in Premier so quanto contino queste cose, ho deciso che era il momento giusto per tornare in Italia, lo faccio con grandissimo entusiasmo e credendoci moltissimo, Firenze e la Fiorentina meritano altri livelli, ma oggi dobbiamo concentrarci su quello che siamo. Dobbiamo assolutamente accettare che per i prossimi 4 mesi dobbiamo mettere la testa nel carro armato e soffrire per salvarci. Tutto l’ambiente deve capire che da oggi all’ultima giornata si deve essere concentrati, cattivi e determinati per uscire da questa situazione».
COSA PORTARE DALLE ESPERIENZE PASSATE – «Ogni club ha il suo DNA e questo va rispettato, qui sono ben marcati. Le mie esperienze sono state anche alla Sampdoria, non vorrei dimenticarla perché è stato l’inizio, sono molto legato e me lo porto dietro: non lo rinnegherò adesso e nemmeno in futuro. Lavoro 20 ore al giorno pensando al calcio, mi lego ai club in cui lavoro. Ho avuto diverse esperienze che mi hanno portato a credere in un metodo di lavoro basato sull’essere ordinati, determinati e leali con le persone con cui si lavora. Per quanto riguarda prima squadra, mercato e giocatori se ne riparlerà, ma questo è stato il metodo che abbiamo portato avanti con i miei collaboratori, e vorrei cercare di ricrearlo anche qua».
COMMISSO – «Non mi doveva convincere: sono io che dovevo convincere lui a prendermi. Ho parlato con il presidente e con Ferrari, ripeto: quando Alessandro mi ha spiegato prima l’opportunità di venire alla Fiorentina io ho pensato alle opportunità che mi si presentavano, e dopo quando ho parlato col presidente ero già convinto, e dovevo dimostrare di essere una persona abbastanza capace per stare al suo livello».
OBIETTIVI DELLA FIORENTINA A LUNGO TERMINE – «La risposta non è ‘Arriverà in Europa’ o ‘Arriverà in Champions’, le cose si costruiscono in fasi. Oggi dobbiamo essere realisti e stare sul pezzo tutti insieme per tirarci fuori da questa situazione, da cui non usciremo in un mese. Per il futuro immagino una squadra attrattiva, stimolante per i tifosi e l’opinione pubblica: che sia internazionale».
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