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·6 settembre 2026

FIORENTINA TORINO 1-2, cosa ha cambiato Abate: il nuovo Toro prende forma

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La vittoria del Torino al Franchi non vale soltanto i primi tre punti del campionato. Il 2-1 contro la Fiorentina racconta qualcosa in più: per la prima volta dall'inizio della stagione il Toro ha mostrato una reazione, ha saputo cambiare pelle durante la partita e, soprattutto, ha avuto la forza di ribaltare una situazione complicata.

Dopo le sconfitte contro Milan e Sassuolo e l'eliminazione dalla Coppa Italia, Ignazio Abate cercava soprattutto risposte sul piano dell'atteggiamento e dell'equilibrio. A Firenze sono arrivate entrambe.


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Non è ancora il momento di parlare di svolta definitiva, ma il successo del Franchi può rappresentare il primo vero punto di partenza del nuovo Torino.

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ABATE CAMBIA ANCORA: IL 3-5-1-1 DA' PIU' EQUILIBRIO

La prima scelta significativa arriva già dalla formazione iniziale.

Abate schiera il Torino con un 3-5-1-1, affidandosi a Perri tra i pali e al trio difensivo formato da Comuzzo, Coco e Cömert. A centrocampo trovano spazio Fortini, Gineitis, Mandragora, Fitz-Jim e Cacciamani, con Vlašić alle spalle dell'unica punta Adams.

Una scelta che permette al Torino di avere maggiore densità in mezzo al campo e, soprattutto, di sfruttare meglio le corsie esterne.

La presenza di Mandragora davanti alla difesa si rivela immediatamente importante. Il nuovo acquisto, arrivato dalla Fiorentina soltanto pochi giorni prima, diventa il riferimento della manovra granata e dà ordine al possesso.

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Il primo tempo è probabilmente il migliore giocato dal Torino in questo avvio di stagione per equilibrio e possesso palla.

Il Torino non costruisce un numero enorme di occasioni, ma riesce a non perdere il controllo della partita. E soprattutto arriva all'intervallo sullo 0-0 senza concedere altre grandi opportunità ai viola se non una enorme nei primi minuti sventata da una parata incredibile di Lucas Perri seguita dal salvataggio sulla linea di porta dall'ex Fortini.

IL GOL DI PELLEGRINO POTEVA FAR CROLLARE IL TORO

Il momento più delicato arriva all'inizio della ripresa.

Pellegrino trova il gol dell'1-0 con una conclusione dalla distanza sulla quale Perri commette un errore evidente. È il tipo di episodio che, in una squadra ancora alla ricerca di certezze, può trasformarsi in un colpo difficile da assorbire.

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Il Torino, invece, questa volta reagisce.

Ed è forse questo il segnale più importante della giornata.

Dopo il gol subito, la squadra attraversa qualche minuto di difficoltà e la Fiorentina ha anche l'occasione per raddoppiare. Perri, però, si riscatta con un intervento importante su Atta.

Da quel momento il Torino cambia nuovamente volto.

LA SVOLTA ARRIVA CON I CAMBI

Abate interviene sulla struttura della squadra e aumenta la qualità offensiva.

Entrano Belghali e Patterson sulle corsie, poi Bragança e Simeone. Il Torino passa progressivamente a un sistema più offensivo, arrivando a giocare con un 4-3-1-2 nella fase decisiva della partita.

È una modifica importante perché permette ai granata di avere più uomini tra le linee e di accompagnare maggiormente l'azione.

La squadra non si limita più a cercare la giocata individuale: comincia a portare più uomini nella metà campo della Fiorentina.

E proprio in questa fase arriva il pareggio.

MANDRAGORA IL SIMBOLO DELLA RIMONTA

Al 74' il Torino trova l'1-1 con Rolando Mandragora.

Il gol dell'ex è una conclusione spettacolare dalla distanza, ma la prestazione del centrocampista va oltre la rete.

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Mandragora prende in mano il centrocampo e diventa il giocatore attraverso il quale passa gran parte della reazione granata. Non è un caso che sia stato indicato come MVP della partita.

Secondo i dati Sofascore, il centrocampista ha chiuso la gara con 107 tocchi, 76 passaggi completati su 85 tentati, 42 passaggi riusciti nella metà campo avversaria, 5 lanci lunghi completati su 11 e 5 cross.

Numeri che spiegano meglio del solo gol il peso avuto dal numero 8 nella partita.

ADAMS COMPLETA LA RIMONTA

Il Torino non si accontenta del pareggio.

Otto minuti dopo arriva il sorpasso: Belghali trova lo spazio sulla fascia e mette in mezzo un pallone che Che Adams trasforma nel gol del 2-1 con una conclusione acrobatica.

È la giocata che completa la rimonta e premia il coraggio mostrato da Abate nella seconda parte della gara.

La cosa più importante, però, è ciò che succede dopo.

Il Torino non si disunisce e non concede alla Fiorentina il forcing finale che avrebbe potuto mettere nuovamente in discussione il risultato. I granata riescono a gestire gli ultimi minuti con maggiore personalità rispetto a quanto visto nelle precedenti uscite. Da applausi l'azione di Fitz-Jim al 92' minuto quando prende palla e porta a spasso 5 giocatori viola con una forza fisica encomiabile, al termine di una gara dispendiosa giocata sotto un sole bollente.

COSA DICE DAVVERO FIORENTINA-TORINO

La vittoria del Franchi non cancella i problemi del Torino.

La squadra deve ancora migliorare nella fase difensiva, deve trovare maggiore continuità e deve ridurre gli errori individuali. Lo stesso Abate, alla vigilia, aveva indicato proprio la fase difensiva come una delle priorità del percorso di crescita.

Ma rispetto alle prime partite c'è una differenza evidente: il Torino ha reagito. Ha reagito allo svantaggio, all'errore di Perri e ai momenti di difficoltà.

E soprattutto ha trovato una soluzione attraverso il gioco e i cambi dell'allenatore.

Il 3-5-1-1 iniziale ha dato equilibrio, mentre il cambio di assetto nella ripresa ha permesso alla squadra di aumentare la pressione offensiva. Mandragora ha dato qualità e personalità al centrocampo, Belghali ha avuto un impatto positivo dalla panchina e Adams ha confermato di poter essere un riferimento importante davanti.

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NON E' ANCORA UNA SVOLTA, MA UN PUNTO DI PARTENZA

Sarebbe però un errore trasformare una vittoria in una sentenza definitiva.

Il Torino ha ancora molto da migliorare e le prossime partite diranno se quanto visto a Firenze rappresenta davvero l'inizio di una crescita.

Ma una cosa è certa: al Franchi si è visto un Toro diverso.

Più equilibrato nel primo tempo, più coraggioso nella ripresa e finalmente capace di reagire a un episodio negativo.

Abate cercava una risposta dai suoi giocatori. A Firenze l'ha trovata.

COSA DEVE CONFERMARE IL TORINO

La vittoria di Firenze non può cancellare i problemi emersi nelle prime uscite. Il vero test per Abate sarà capire se il Torino riuscirà a riproporre questo atteggiamento anche nelle prossime partite. Il successo del Franchi è quindi un punto di partenza, non un punto di arrivo.

Ora arriva la parte più difficile: confermarla contro la Roma di Gasperini, vittoriosa in rimonta contro l'Atalanta e lanciata in vetta alla classifica di Serie A.

Maurizio Mellano

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