Calcio e Finanza
·3 settembre 2026
Flaminio alla Lazio: Fondazione Nervi scrive al ministero e chiede lo stop del progetto

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·3 settembre 2026

Lo stadio Flaminio rischia di restare in piedi solo sulla carta, nascosto dal nuovo impianto. Con questa motivazione, come riporta l’edizione romana de La Repubblica, do.co.mo.mo Italia, Fondazione Pier Luigi Nervi, Aipai, AAA/Italia, Italia Nostra Roma e Fondazione Bruno Zevi, hanno scritto al ministro della Cultura Alessandro Giuli e ai vertici del ministero chiedendo di fermare il progetto di riqualificazione presentato dalla Lazio al Comune.
Il 10 agosto la Soprintendenza Speciale di Roma ha pubblicato le prescrizioni in seguito alla Conferenza dei servizi preliminare, concedendo sì un primo via libera di massima al progetto, con però alcune condizioni. I firmatari contestano che l’organo di tutela abbia finito per accettare una trasformazione che rischia di compromettere proprio i valori per i quali il Flaminio è vincolato.
Tra le modifiche richieste dalla Soprintendenza c’è quella di alleggerire il nuovo anello esterno dello stadio per rendere più percepibile la struttura originaria. Secondo i promotori dell’appello, però, le nuove strutture metalliche sarebbero molto più alte di quelle in cemento progettate dai Nervi e finirebbero per nascondere lo stadio anziché valorizzarlo.
Preoccupa anche l’impatto sul paesaggio in quanto il progetto porterebbe le nuove altezze a oltre il doppio rispetto ai 18-20 metri fissati dal bando degli anni Cinquanta. Si spezzerebbe così il rapporto tra architettura e paesaggio che costituisce uno dei caratteri distintivi dell’opera, inaugurata nel 1959.
Come scritto da Repubblica-Roma nell’edizione di ieri, 18 associazioni avevano scritto al Comune di visionare il progetto del Flaminio.
«Per lo Stadio Flaminio la procedura è guidata dal dipartimento Sport, ma riteniamo che la trasparenza e l’informazione ai cittadini dovrebbe essere uguale e garantita a prescindere. Le associazioni, – conclude la lettera delle associazioni – hanno quindi chiesto al Comune la pubblicazione dello studio di fattibilità e l’avvio di un confronto democratico con la cittadinanza, in particolare con gli abitanti dei quartieri limitrofi, sui quali ricadranno gli impatti della eventuale approvazione del progetto, sollecitando Campidoglio e II Municipio a indire un’assemblea pubblica sul territorio prima di ogni decisione».
L’architetto Pierluigi Nervi, erede dei progettisti dello stadio Flaminio Pier Luigi e Antonio Nervi, aveva condiviso anche con Calcio e Finanza le sue considerazioni in merito al parere della Soprintendenza.
Ora non resta che attendere, ma le tempistiche si allungano e gli obiettivi di Lazio e Comune rischiano di diventare irraggiungibili.







































