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·4 aprile 2025

Flaminio, il Comune boccia il progetto di Roma Nuoto: no al pubblico interesse

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Niente pubblico interesse. La Giunta Gualtieri blocca il progetto di Roma Nuoto per il restyling dello stadio Flaminio. La decisione emerge da una delibera di Giunta che dovrà essere portata al voto in consiglio comunale. Dopo che la proposta era evidentemente stata considerata sostenibile e fattibile a livello tecnico, non ha trovato lo stesso riscontro a livello politico.

Le ragioni del “no” sono legate prevalentemente al fatto che il progetto di Roma Nuoto non valorizza il Flaminio. Questa motivazione è articolata in cinque diverse specificazioni. La prima recita che «la proposta non restituisce alla città la funzione primaria per la quale l’impianto sportivo è stato progettato e, cioè, quella di Stadio».


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In pratica, il progetto «pur preservando la struttura architettonica dell’impianto come progettata da Nervi ne snatura l’identità di Stadio» perché propone «un modello di utilizzo connesso a nuove funzioni commerciali e sportive, con creazione di nuovi spazi e aree sotto il campo di calcio, privilegiando, pertanto, la polifunzionalità delle attività introdotte rispetto all’utilizzo storico».

Inoltre, si legge nella nota ufficiale, «la proposta non valorizza la vocazione dello Stadio Flaminio quale “grande impianto sportivo”». Per la Giunta Gualtieri questo è legato all’utilizzo del Flaminio di cui il Comune ha «formalmente assicurata la disponibilità quale struttura di allenamento per l’uso esclusivo da parte di UEFA, FIGC e Nazionale».

E ancora, «la proposta non è coerente con l’utilizzo sportivo dello Stadio consolidatosi dal momento della sua realizzazione» e il progetto di Roma Nuoto «depotenzia, di fatto, la funzionalità dello Stadio Flaminio a quella di impianto polifunzionale» senza arricchire «l’offerta sportiva del quadrante territoriale di riferimento, essendo già presenti numerosi impianti sportivi presso i quali si praticano arti marziali, fitness, atletica, dotati di campi da calcio, campi da tennis e padel, nonché di palestre polivalenti e piscine». Eredità – si legge nel comunicato – legata alle Olimpiadi di Roma 1960.

Come quarta considerazione, la Giunta ha sottolineato che «la proposta depotenzia le funzionalità dello Stadio in virtù della riduzione del numero dei posti, dai 42mila originari a 7.500, e dell’introduzione di funzioni di carattere commerciale» con una rete «costituita da una struttura di vendita di 2.500 metri quadrati ed altre aree di vendita».

Infine, «la proposta depotenzia le funzionalità dello Stadio quale polo attrattore culturale». Il riferimento è ai grandi eventi e nella delibera si fa riferimento ad alcuni concerti che una trentina di anni fa si sono tenuti al Flaminio. Da qui, la decisione della Giunta di bocciare il pubblico interesse a Roma Nuoto e portare al voto in Consiglio comunale il “no”.

In campo rimane quindi la Lazio, con il suo progetto di trasformare l’impianto nella casa dei biancocelesti. Il patron Claudio Lotito si trova così la strada spianata – quantomeno in termini di “avversari” – per realizzare il suo progetto.

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