Focus On | Salvatore Cerbone | OneFootball

Focus On | Salvatore Cerbone | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Hellas Verona FC

Hellas Verona FC

·1 agosto 2026

Focus On | Salvatore Cerbone

Immagine dell'articolo:Focus On | Salvatore Cerbone

Verona - Nel nuovo appuntamento con Focus On conosciamo più da vicino Salvatore Cerbone, nuovo attaccante della formazione di Mister Baroni. Dai primi passi nel calcio fino all'approdo all'Hellas Verona, Cerbone ripercorre ai nostri microfoni le tappe della sua crescita, raccontando le emozioni dell'arrivo in gialloblù e il percorso che lo ha portato a vestire questi colori.

Questo episodio di Focus On è disponibile anche sul canale Spotify dell'Hellas Verona.


OneFootball Video


Benvenuto a Verona, Salvatore. Quali sono le tue prime sensazioni da giocatore gialloblù? “Innanzitutto grazie del benvenuto. Le sensazioni sono incredibili: qui ho trovato un ambiente caldissimo, strutture di primo livello. Le prime impressioni sono davvero molto positive”.

Che emozioni hai provato quando hai saputo dell'interesse del Verona e della possibilità di fare il salto dalla Serie C alla Serie B? “Ho provato dei brividi. Ricordo quando mi ha chiamato il mio agente e mi ha detto che dovevo venire a Verona. Vedere la gioia dei miei genitori e di tutta la mia famiglia è stata un'emozione indescrivibile”.

L'Hellas Verona è un Club che negli ultimi anni ha dato spazio e valorizzato tanti giovani. Quanto è importante per te questa opportunità? “È molto importante, anzi fondamentale. Non ci ho pensato due volte quando ho ricevuto la chiamata del Verona, perché sapevo che questo è un Club che ha dimostrato con i fatti di valorizzare tanti giovani. Qui c'è la possibilità di sbagliare, crescere e migliorare, e secondo me questa è la cosa più importante”.

Raccontaci il tuo percorso, dai primi passi nel calcio fino ad arrivare qui. “Non ho mai fatto il Settore Giovanile di una società professionistica. Ho giocato nelle squadre locali di Napoli fino ai 16 anni, poi sono stato sei mesi a Perugia. Successivamente sono passato all'Ascoli, in Primavera 2, e da lì al Casarano. Dopo quell'esperienza è arrivata la chiamata del Verona”.

A 16 anni hai lasciato casa per inseguire il tuo sogno. Quanto è stato difficile e quanto ti ha fatto crescere? “Non nego che è stato difficile. Lasciare le proprie abitudini a 16 anni cambia tutto. All'inizio ho fatto fatica, ma con il tempo ho conosciuto ragazzi della mia età che condividevano la mia stessa passione e piano piano mi sono ambientato sempre meglio”.

C'è stato un momento in cui hai capito che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione? “Sì, dopo i playoff con il Casarano. Quando siamo arrivati ai quarti di finale si iniziava a parlare di me e in quel momento ho pensato che la mia vita potesse davvero dipendere dal calcio”.

C'è una persona che è stata fondamentale nel tuo percorso e che vuoi ringraziare? “Sicuramente i miei genitori, soprattutto mio padre. Ha sempre fatto tantissimi sacrifici per me, mettendo spesso il lavoro in secondo piano per dedicarsi a me”.

Descrivici il tuo primo gol tra i professionisti. Che emozioni hai provato? “Quando ho visto la palla entrare in rete è stato come se il tempo si fosse fermato per un secondo. Poi ho sentito il boato dello stadio e il mio nome urlato dai tifosi: è stata una sensazione bellissima. Spero di riviverla tante volte anche qui a Verona. In quel momento ho capito che ce l'avevo fatta”.

Qual è la qualità che pensi possa aiutarti maggiormente nel calcio professionistico e su quale aspetto vuoi migliorare? “La mia qualità principale è il dribbling. Invece, l'aspetto su cui devo crescere maggiormente è quello fisico”.

Gol, assist o dribbling: qual è il tuo ordine di preferenza? “Dribbling, gol e assist”.

Hai trovato un gruppo con tanti giovani e anche giocatori esperti. Come ti stai ambientando? “All'inizio è stato un po' difficile, ma i ragazzi sono stati magnifici. Ho avuto la fortuna di trovare un gruppo che mi ha aiutato a inserirmi fin da subito. Con Perilli e Suslov si è già creato un bel rapporto di amicizia che va anche oltre il calcio”.

Di cosa vorresti essere orgoglioso un giorno, guardandoti indietro? “Semplicemente di me stesso”.

Fuori dal campo, chi è Salvatore? Cosa ti piace fare nel tempo libero? “Mi piace stare con gli amici e con la mia famiglia. Non ho un hobby particolare: quando sono a casa mi piace guardare una serie TV o un film. Sono un ragazzo piuttosto tranquillo”.

Quali sono il tuo film e la tua serie TV preferiti?Come film direi ‘Il Signore degli Anelli’, mentre come serie TV 'Stranger Things'”.

Hai uno sportivo o un calciatore a cui ti ispiri particolarmente? “Ammiro molto Kenan Yıldız, perché spero di rispecchiarmi nel suo modo di giocare e anche nel suo modo di essere”.

C'è uno dei tuoi tatuaggi a cui sei particolarmente legato? “L'occhio di mia sorella, la sua data di nascita e la data di nascita del mio migliore amico”.

Se potessi parlare al Salvatore bambino che sognava di diventare un calciatore, cosa gli diresti? “Gli direi semplicemente di continuare a divertirsi e di restare sempre il ragazzo magnifico che è”.

Vuoi mandare un messaggio ai tifosi gialloblù? “Ciao, tifosi gialloblù! Spero di vedervi il prima possibile allo stadio. Forza Verona!”

Visualizza l' imprint del creator