Fonseca sul suo esonero: «Io ho avuto il coraggio di difendere il Milan! Mi serviva tempo: non ho più visto qualità dopo di me» | OneFootball

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·18 luglio 2026

Fonseca sul suo esonero: «Io ho avuto il coraggio di difendere il Milan! Mi serviva tempo: non ho più visto qualità dopo di me»

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Fonseca sul suo esonero: «Io ho avuto il coraggio di difendere il Milan! Mi serviva tempo». Segui le ultimissime sui rossoneri

Paulo Fonseca ha rilasciato una serie di dichiarazioni in merito al periodo trascorso sulla panchina del Milan. Intervistato dalla redazione di SportWeek, l’allenatore ha analizzato il percorso professionale vissuto alla guida della squadra, definendo l’esperienza in rossonero come un vero e proprio rimpianto professionale. Il tecnico ha spiegato le dinamiche interne e le difficoltà riscontrate nella gestione del gruppo durante il suo mandato.


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MILAN – «Sono deluso, sì, perché due anni fa venni chiamato per un motivo: cambiare lo stile di gioco della squadra. “Vogliamo che il Milan diventi dominante, che abbia la palla e giochi nella metà campo avversaria”, mi fu detto dal club. Perfetto, risposi, è la mia stessa idea di calcio. Ma la verità è che per cambiare ci vuole tempo e giocare questo calcio in Italia non è facile. Per riuscirci bisogna cambiare prima di tutto la testa dei giocatori. Vi sembrerò arrogante, ma io ero avviato su quella strada e, dopo di me, non ho mai più visto il Milan esprimere la qualità di gioco mostrata con il sottoscritto in panchina».

ESONERO – «Sono andato via molto calmo perché ho fatto di tutto per cambiare il Milan. Per difenderlo. Sono uscito con la coscienza a posto perché ho sempre messo il Milan davanti a tutti, e non era facile. Ho sempre difeso il club prima dei giocatori. I giocatori non sono più importanti del Milan. In Italia, invece, spesso i giocatori “pesano” più del club. Se qualcuno, pure forte, non meritava, con me non giocava, perché nessun calciatore è più grande del Milan. Sono stato criticato per questo, ma io ho avuto il coraggio di difendere il Milan. Spero che tutti abbiano capito che non puoi permetterti di avere elementi che non danno tutto per il Milan. Il PSG ha vinto due Champions di fila dopo aver mandato via i giocatori che non correvano. A Parigi hanno capito che nessun giocatore è più importante della squadra. Non so se anche a Milano hanno capito».

ADDIO – «Mi sembra che le cose adesso siano un po’ diverse, perché ho visto che Amorim è arrivato a Milanello e c’era Cardinale ad attenderlo. Quando arrivai io non c’era nessuno».

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