Forse il peggior Bologna della gestione Italiano: al Meazza l’Inter fa quello che vuole e vince 3-1, Ravaglia evita un passivo peggiore | OneFootball

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·4 gennaio 2026

Forse il peggior Bologna della gestione Italiano: al Meazza l’Inter fa quello che vuole e vince 3-1, Ravaglia evita un passivo peggiore

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Senza vittoria in campionato dal 22 novembre (0-3 a Udine) e con la classifica che racconta di un settimo posto, seppur con una gara da recuperare (giovedì 15 a Verona), il Bologna si presenta a San Siro per sfidare un’Inter vogliosa di riprendersi il primo posto in classifica, attualmente occupato dai ‘cugini’ del Milan. Italiano, orfano di Bernardeschi e Skorupski, con Freuler a mezzo servizio e Orsolini acciaccato (botta in allenamento ieri), opta per un 4-2-3-1 con Holm e Lykogiannis terzini, Moro e Ferguson mediani, un terzetto formato da Rowe, Odgaard e Cambiaghi sulla trequarti e Castro di punta. Chivu, privo – tra gli altri – di Darmian, Dumfries e Bonny, risponde proponendo un 3-5-2 con Akanji a guidare la difesa, Calhanoglu in cabina di regia, Luis Henrique e Dimarco larghi sulle fasce e la coppia d’oro Lautaro-Thuram davanti.


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Fin dall’avvio si capisce che per i rossoblù non sarà una serata semplice: al 6’ mezzo miracolo di Ravaglia su botta ravvicinata di Lautaro, al 9’ secondo grande intervento del portiere su piattone a incrociare da dentro l’area di Thuram, e poco dopo altro sbarramento del numero 13 su Barella, pescato però in offside. Al 19’ ci si mette pure Lucumí, che si fa soffiare la palla da Lautaro e avvia una pericolosa azione nerazzurra, arginata solo da una super scivolata di Heggem su Thuram. Ferguson e compagni non riescono a mettere la testa fuori dal guscio, e a metà frazione rischiano ancora: velenoso tiro-cross di Dimarco neutralizzato da Lucumí, quindi volée di Calhanoglu sporcata da Cambiaghi e smanacciato in corner da Ravaglia, infine proprio da quel corner inzuccata di Bastoni ed ennesima paratissima dell’estremo difensore felsineo.

Dopo un paio di conclusioni velleitarie di Rowe e Odgaard, al 33’ il BFC avrebbe la clamorosa possibilità di portarsi in vantaggio, ma lo stesso danese di testa da sottomisura su traversone di Holm spedisce la sfera a fil di palo. Superato lo spavento, l’Inter riprende a macinare gioco e occasioni, e al 35’ si rende nuovamente pericolosa sfruttando un altro svarione di Lucumí: Thuram scappa via e serve Barella, che al momento di calciare viene però ostacolato da un ottimo rientro di Lykogiannis. Al 38’, tanto per cambiare, Ravaglia mette i guantoni su una rasoiata di Lautaro, ma la bandierina del guardalinee vanifica tutto, infine al 39’ il muro rossoblù crolla: splendida combinazione in velocità tra un incontenibile tra Thuram e un incontenibile Lautaro, sfera servita a Zielinski e stoccata mancina del polacco alle spalle di Ravaglia. Che comunque, a ridosso dell’intervallo, ferma ancora Lautaro e fissa il punteggio sull’1-0.

La ripresa inizia con due cambi di Italiano (Vitik e Pobega per Lucumí e Moro) e una sbavatura di Akanji che libera al tiro Castro, ma la mira di ‘Santi’ è sbilenca, quindi Dimarco si invola verso la porta avversaria, batte a rete e trova sulla sua strada il solito Ravaglia: è angolo e sulla traiettoria disegnata da Calhanoglu si avventa Lautaro, perso proprio da Pobega, che incorna il 2-0. Il Bologna purtroppo non c’è e non accenna ad esserci, e così gli uomini di Chivu procedono sul velluto, fallendo il tris al 6’ con Akanji (tocco d’esterno sul fondo), al 7’ con Lautaro (clamorosa traversa a porta sguarnita su assist al bacio di Thuram) e al 16’ sempre con l’argentino (intervento da campione di Ravaglia e successivo salvataggio sulla linea di Heggem). Il meritato tris è comunque solo rimandato, perché al 29’ su un altro corner i felsinei proseguono nel loro sonno profondo e Thuram, in anticipo su Lykogiannis, fa 3-0 colpendo di spalla.

Il resto del match è accademia nerazzurra, con le forze fresche portate da Carlos Augusto, Mkhitaryan, Sucic ed Esposito (oltre all’esordiente Lavelli, classe 2006) a contribuire nel condurre la barca in porto. Solo una disattenzione, per il Biscione, pagata a caro prezzo seppur ininfluente: al 38’ cross di Lykogiannis dalla sinistra, zampata di Castro e pallone nel sacco per il definitivo 3-1. Definitivo poiché nel recupero Esposito spreca un invitante suggerimento di Sucic sparando alle stelle da posizione più che favorevole, mentre una scorribanda di Zortea e Orsolini (entrati dalla panchina così come il redivivo Freuler, unica bella notizia di serata) va a sbattere sulla retroguardia di casa. Vince, stravince l’Inter, con un punteggio ampiamente al di sotto di quanto visto sul campo. Perde, straperde il BFC, forse nella sua peggior versione da un anno e mezzo a questa parte. È chiaro che diversi indizi fanno ormai una prova, la squadra è in difficoltà e vanno trovate soluzioni per riprendere una strada che si è bruscamente interrotta dopo la notte magica di Vigo: gli scontri diretti con Atalanta e Como, tutt’altro che agevoli, per reagire, svoltare e dimostrare che il Bologna di Italiano, quello vero, quello esaltante e spesso dominante, era solo andato un po’ in letargo.

INTER-BOLOGNA 3-1

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni (30’ st C. Augusto); L. Henrique, Barella (22’ st Mkhitaryan), Calhanoglu (22’ st Sucic), Zielinski, Dimarco; Martinez L. (30’ st Esposito), Thuram (38’ st Lavelli). A disp.: Martinez J., Taho, Acerbi, Cinquegrano, Cocchi, De Vrij, Frattesi. All.: Chivu

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm (23’ st Zortea), Heggem, Lucumí (1’ st Vitik), Lykogiannis; Moro (1’ st Pobega), Ferguson; Rowe, Odgaard (34’ st Freuler), Cambiaghi (23’ st Orsolini); Castro. A disp.: Franceschelli, Pessina, Casale, Miranda, De Silvestri, Vitik, Zortea, Fabbian, Sulemana, Dallinga, Dominguez, Immobile, Orsolini. All.: Italiano

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