Calcio e Finanza
·15 marzo 2026
Franchi, project financing entro aprile: nodi spogliatoi, concessione e 30 milioni mancanti

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·15 marzo 2026

C’è al massimo un mese di tempo per arrivare a un accordo. Entro aprile dovranno essere superati almeno tre ostacoli che ancora rallentano la trattativa. Si tratta di questioni economiche, finanziarie e organizzative che, per ora, impediscono la fumata bianca. Più che uno scontro frontale, però, tra Fiorentina e Palazzo Vecchio è in corso da tempo un confronto continuo e diretto, con l’obiettivo condiviso di chiudere una volta per tutte il delicato dossier dei lavori allo stadio Franchi, nell’interesse di entrambe le parti.
Come riporta La Nazione, il club viola sarebbe pronto a fare un passo decisivo mettendo sul tavolo 85 milioni di euro: i 55 necessari a completare il secondo lotto dei lavori e altri 30 destinati agli arredi, tra skybox e area hospitality. In cambio, però, la società chiede una concessione molto lunga dell’impianto, tra i 70 e gli 80 anni.
I punti critici restano comunque diversi. Per capire come si è arrivati alla situazione attuale bisogna tornare all’inizio della trattativa tra il compianto Joe Barone e l’allora sindaco Dario Nardella. L’idea iniziale era quella di dividere a metà i 100 milioni necessari per il secondo lotto dei lavori: 50 a carico del Comune e 50 della Fiorentina. Dopo la scomparsa di Barone, i contatti sono proseguiti tra il direttore generale viola Alessandro Ferrari e l’attuale sindaca Sara Funaro.
Nel frattempo, però, l’aumento dei costi legato soprattutto al caro energia ha fatto salire il conto complessivo a 111 milioni di euro. Di conseguenza, la quota per ciascuna parte è diventata di 55 milioni. Per il Comune si tratta di fondi recuperati attraverso il decreto periferie, e su questo punto non ci sono particolari attriti.
Il vero nodo riguarda invece altri 30 milioni, necessari per completare arredi, skybox e aree hospitality. Secondo il Comune questa spesa dovrebbe essere sostenuta da chi gestirà l’impianto, mentre per la società viola rappresenta un costo aggiuntivo non previsto. Il club sarebbe anche disposto a farsene carico, ma soltanto in cambio di una concessione molto più lunga dello stadio.
C’è poi un altro elemento da considerare: secondo le stime della Fiorentina, i lavori al Franchi stanno causando perdite di circa 7 milioni l’anno, dovute alla riduzione della capienza e quindi degli incassi, in particolare quelli legati ai biglietti. Nell’arco del cantiere, previsto dal 2024 al 2029, il club calcola una perdita complessiva di circa 30 milioni, che vorrebbe in qualche modo compensare nell’accordo finale.
Un’ulteriore questione riguarda la gestione dei fondi pubblici che potrebbero arrivare nei prossimi mesi. La Regione Toscana, con il presidente Eugenio Giani, sarebbe pronta a contribuire con 15 milioni di euro, mentre altri 10-15 milioni potrebbero arrivare dal decreto Stadi collegato agli impianti candidati per EURO 2032. Il punto da chiarire è come verranno distribuite queste risorse: se andranno a beneficio di entrambe le parti o se serviranno esclusivamente a coprire la quota del Comune.
Tra i temi ancora irrisolti c’è anche quello degli spogliatoi, previsto come ultimo intervento del secondo lotto. Realizzare strutture moderne sotto la tribuna mentre lo stadio continua a ospitare le partite rappresenta infatti un’operazione particolarmente complessa.
Tutto dipenderà quindi dal punto di equilibrio che le due parti riusciranno a trovare. L’intesa deve arrivare in tempi brevi, anche perché entro luglio Firenze dovrà presentare una candidatura credibile per ospitare EURO 2032. La soluzione allo studio è quella del project financing, con una quota di gestione più ampia per la Fiorentina, che in questo modo avrebbe un ruolo centrale anche nella realizzazione dei lavori. Restano quindi diversi passaggi da definire e dettagli da sistemare, ma la sensazione è che la strada verso un accordo sia ormai tracciata e che l’intesa finale possa arrivare a breve.
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