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·2 ottobre 2026
Francia: da Platini a Deschamps, il primo match in casa dei ct

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Zinédine Zidane dirige questo venerdì 2 ottobre (20:45) la sua prima partita casalinga alla guida della nazionale francese, contro l’Italia allo Stade de France. Uno sguardo agli esordi in patria dei suoi otto predecessori.
Due trasferte, due vittorie, e adesso la grande sera. Dopo aver vinto in Turchia e poi in Belgio, Zinédine Zidane scopre finalmente il suo pubblico, in uno Stade de France tutto esaurito. Un debutto in casa è un momento speciale: per alcuni è stato l’inizio della loro storia, per altri una sonora batosta. Uno sguardo agli esordi casalinghi degli ultimi otto ct dei Bleus.
Michel Platini ha dovuto pazientare. Nominato alla fine del 1988, l’ex numero 10 comincia con tre viaggi: una sconfitta in Jugoslavia (3-2), un pareggio in Irlanda (0-0) e poi un altro ko in Scozia (2-0). Deve aspettare la sua quarta partita, il 29 aprile 1989, per sedersi finalmente sulla panchina del Parco dei Principi. L’avversaria è la stessa del suo esordio, la Jugoslavia, e la posta in palio è alta visto che si tratta delle qualificazioni ai Mondiali del 1990. Ma alla Porte de Saint-Cloud i Bleus non trovano il varco (0-0). Le vittorie in casa arriveranno poi, contro la Scozia (3-0) e Cipro (2-0).
Il suo successore non ha più fortuna. Ex vice di Platini, Gérard Houllier prende il suo posto dopo Euro 1992 ed esordisce direttamente a Parigi, il 26 agosto, in amichevole contro il Brasile. Il cartellone è di quelli importanti, con Raí, Romário e Valdo di fronte. La serata prende una brutta piega: un autogol del portiere Bruno Martini poco prima dell’intervallo (43’), un altro gol di Luiz Henrique al rientro dagli spogliatoi (52’), e una sconfitta per 2-0.

Con Aimé Jacquet, il tono cambia. Nominato ad interim dopo il fallimento contro la Bulgaria, vince prima a Napoli (1-0), dove la Francia non si imponeva più dal 1912. Un mese dopo, il 22 marzo 1994, riceve il Cile a Lione davanti a 30.000 spettatori. Jean-Pierre Papin apre le marcature già al 7’, Zamorano pareggia tre minuti più tardi, poi Youri Djorkaeff (35’) e Corentin Martins (51’) fanno la differenza (3-1). Un inizio fondatore: questi due successi aprono una serie di 30 partite senza sconfitte.
Roger Lemerre eredita i campioni del mondo nell’estate del 1998, ma la sua prima in casa arriva solo alla quarta partita. Prima di allora, i Bleus hanno concesso due pareggi, in Austria (2-2) e in Islanda (1-1), per poi vincere in Russia (3-2). Il 14 ottobre, lo Stade de France si aspetta una passeggiata contro Andorra. Deve però aspettare: 0-0 all’intervallo, prima che Vincent Candela, al suo primo gol in nazionale (53’), e poi Djorkaeff (59’) sblocchino la situazione.
Quattro anni dopo, Jacques Santini firma la vittoria più bella di tutte. Arriva dopo il fiasco del Mondiale 2002 e deve ridare il sorriso a una squadra sotto shock. Il 12 ottobre, la Slovenia viene travolta 5-0 a Saint-Denis. Patrick Vieira apre la serata dopo un uno-due con Thierry Henry (10’), Steve Marlet firma una doppietta (35’, 64’), e Marcel Desailly festeggia la sua 100ª presenza. Nessun ct di questa lista ha fatto meglio al suo debutto davanti al proprio pubblico.
Il seguito è meno allegro. Nominato nel luglio 2004 dopo aver guidato l’Under 21, Raymond Domenech esordisce il 18 agosto a Rennes con una squadra molto ringiovanita, e già senza Zidane, ormai ritirato dai Bleus. Tutto comincia bene: Péguy Luyindula segna già al 7’. Ma la Bosnia-Erzegovina pareggia con Grlić (37’). Nella ripresa non succederà più nulla. Il pubblico della route de Lorient fischia i Bleus al fischio finale.
Per Laurent Blanc va anche peggio. Le Président arriva dopo il naufragio sudafricano, con aspettative enormi, e perde subito in Norvegia senza i reduci del Mondiale. Il 3 settembre 2010 riceve la Bielorussia nelle qualificazioni a Euro 2012. I Bleus spingono, senza segnare. All’86’, su un pallone perso, Kislyak, entrato dodici minuti prima, lascia partire un tiro sotto l’incrocio di Hugo Lloris (0-1). È la quarta sconfitta consecutiva della nazionale francese. Si rifarà quattro giorni dopo in Bosnia, per poi chiudere il girone al primo posto.

Didier Deschamps, invece, parte a ovest di Parigi. Il 15 agosto 2012, il nuovissimo Stade Océane di Le Havre, pieno con i suoi 25.000 spettatori, ospita l’Uruguay, quarta nazionale del mondo. Il nuovo ct lancia tre volti nuovi, Yanga-Mbiwa, Jallet e Capoue. Il primo vede il suo colpo di testa respinto dal palo (14’), Karim Benzema colpisce a sua volta il legno (60’), ma il punteggio non si muove (0-0). La storia ricorderà altro: cinque giocatori di quella prima lista, Lloris, Mandanda, Varane, Matuidi e Giroud, diventeranno campioni del mondo sei anni più tardi.
In fin dei conti, il debutto in casa non ha mai deciso nulla. Jacquet e Deschamps hanno finito per diventare campioni del mondo, uno dopo una vittoria, l’altro dopo uno 0-0 senza squilli. Resta un dato: tre vittorie, tre pareggi, due sconfitte, e nessun successo dai tempi di Santini, 24 anni fa. Stasera Zidane ha l’occasione di spezzare questa serie, davanti a uno Stade de France che non aspetta altro.
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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.







































