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·26 settembre 2026

Francia: Rayan Cherki, una soluzione davvero credibile in mediana?

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Utilizzato per la prima volta da mezzala con i Bleus, Rayan Cherki ha lasciato intravedere una nuova opzione per Zinédine Zidane.

Le apparenze ieri sera a Izmir, in Turchia, erano ingannevoli. Guardando attentamente i numeri di maglia, avrete sicuramente notato che Ryan Cherki indossava il numero 9. Eppure, non c’era alcuna intenzione di vedere il giocatore del Manchester City al centro dell’attacco. Per il suo debutto con i Bleus sotto Zinédine Zidane, il francese è stato schierato in un centrocampo a tre accanto a Manu Koné e Adrien Rabiot. Nonostante la vittoria della Francia (1-0) in questa prima giornata di Nations League, la sua prestazione ha lasciato sensazioni contrastanti. Allora, Ryan Cherki in mezzo al campo: vera opzione o semplice esperimento?


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Un debutto incoraggiante

Per prima cosa, ricordiamo i fatti. È una delle prime volte della sua carriera che Rayan Cherki gioca nel ruolo di mezzala, ovvero da numero 8. Sia con Pierre Sage a Lione, sia con Pep Guardiola o Enzo Maresca al Manchester City, nessuno dei suoi allenatori lo aveva ancora utilizzato in questo ruolo. Trequartista, ala destra, ala sinistra, centravanti… il francese aveva già occupato molti ruoli, ma mai quello di centrocampista centrale. Zidane sta quindi chiaramente cercando qualcosa di nuovo con lui, portando creatività in un centrocampo che ne aveva terribilmente bisogno durante l’ultimo Mondiale, senza però sbilanciare la squadra.

Un approccio che, pur senza essere del tutto convincente, ha mostrato alcuni segnali incoraggianti. Dal punto di vista statistico, il giocatore del Manchester City ha chiuso la partita con il 92% di passaggi riusciti (68/74), quattro recuperi e il 56% dei duelli vinti (5/9). Numeri interessanti per una prima volta in questo ruolo. Cherki, peraltro, è andato vicino al gol del vantaggio al 41’, dopo un vero cioccolatino di Ousmane Dembélé in area, ma il suo tiro è stato murato da Merih Demiral. Di cose buone, quindi, ce ne sono state: controlli interessanti, una visione spesso rivolta in avanti e questa volontà costante di contribuire alla gestione dei tempi. Ma non è stato tutto perfetto, tutt’altro.

Attenzione a non limitarlo

La vera domanda adesso è sapere se questo impiego possa durare nel tempo per il nativo di Lione. E concedeteci di essere un po’ meno ottimisti. Perché ciò che entusiasma di Cherki è proprio la sua capacità di creare, saltare l’uomo, controllare e fare la differenza negli ultimi metri. In questo nuovo ruolo, bisogna quindi fare attenzione a non limitarlo. Ovviamente, non occupa più la stessa zona di campo. Non è più tra le linee, ma direttamente in mezzo al campo, dove ha dovuto affrontare centrocampisti turchi che non esitavano a stargli molto addosso per impedirgli di girarsi. Con, nel frattempo, diversi falli commessi su di lui. E inevitabilmente, quando ha meno spazio per esprimersi, il francese perde un po’ della sua magia.

Un’altra problematica riguarda i ripiegamenti difensivi. Stavolta non c’era modo di rientrare tranquillamente al piccolo trotto. Con una Francia che ha avuto ampiamente il possesso, i Bleus hanno comunque dovuto fare i conti con diverse situazioni di contropiede turco. E in queste fasi, Cherki ha a volte mostrato i suoi limiti, soprattutto nelle corse all’indietro, dove è potuto andare in difficoltà sul piano della velocità o nei duelli fisici. Un dispendio di energie supplementare che può anche spiegare un certo calo di lucidità nell’ultimo gesto. Lo si è visto in particolare nel secondo tempo, con più errori tecnici e alcune scelte meno precise rispetto all’inizio della partita.

Zidane ha la chiave

Non fraintendete il discorso. L’obiettivo qui non è affermare che Rayan Cherki abbia definitivamente il suo posto in un centrocampo a tre, né dire che non sia un’alternativa credibile in quel ruolo. La vera posta in gioco è soprattutto capire se Zinédine Zidane possa trovare la formula giusta per sfruttare le sue qualità senza limitarle. Perché il francese resta un giocatore speciale, capace di creare, saltare l’uomo e cambiare una partita con un’intuizione.

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E se brilla così tanto sui campi della Premier League, è anche perché gli vengono date le chiavi del gioco e una certa libertà di esprimersi. Con i Bleus, queste chiavi sembrano per ora nelle mani del solo nuovo ct. Tocca ora a Zidane trovare la porta giusta da aprire per permettere a Cherki di continuare a fare ciò che sa fare meglio... creare magia.

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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