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Chiara Caravelli·31 luglio 2026
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Chiara Caravelli·31 luglio 2026
Ci sono giocatori che fanno la storia di un club. E poi ci sono quelli che finiscono per identificarsi con quei colori. Franco Baresi appartiene alla seconda categoria. Per il Milan non è stato soltanto un capitano o uno dei più grandi difensori di sempre: è diventato il simbolo di un'intera epoca. Il 4 agosto, nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, l'ultimo saluto alla leggenda rossonera.
La sua storia in rossonero nasce dal dolore. Cresciuto nell'Unione Sportiva Oratorio di Travagliato, perde entrambi i genitori a soli 14 anni e trova nel calcio il punto a cui aggrapparsi. Da bambino tifava Inter, ma i nerazzurri lo scartano. Il Milan, invece, decide di puntare su quel ragazzo soprannominato 'Piscinin'. È il 1974 e inizia una storia destinata a diventare leggenda.
L'esordio in Serie A arriva nel 1978 con Nils Liedholm. L'anno successivo è tra i protagonisti dello scudetto della stella e conquista la fiducia dell'ambiente, tanto da ricevere l'investitura di Gianni Rivera. A soli 22 anni diventa capitano: una fascia che finirà per identificarsi con lui.
📸 KAZUHIRO NOGI
La sua fedeltà viene subito messa alla prova. Vive entrambe le retrocessioni in Serie B del Milan, prima dopo lo scandalo del Totonero e poi nel 1982, superando anche una grave malattia che lo costringe a fermarsi per mesi. Nonostante le offerte, sceglie sempre di restare. Nello stesso anno entra anche a far parte della Nazionale italiana campione del mondo in Spagna, pur senza scendere in campo.
La rinascita coincide con l'arrivo di Silvio Berlusconi e soprattutto di Arrigo Sacchi. Il calcio cambia e Baresi diventa il leader perfetto della rivoluzione rossonera. Da libero guida una squadra che interpreta in modo innovativo zona, pressing e costruzione dal basso, guadagnandosi il soprannome di 'Kaiser' come Beckenbauer. "Io ero solo il libero", racconterà anni dopo. "Eravamo tutti: Sacchi, Capello e la Squadra. Noi eravamo il Milan".
Con Gullit, Van Basten e Rijkaard apre uno dei cicli più vincenti della storia del club: arrivano lo scudetto del 1988 e le Coppe dei Campioni del 1989 e del 1990. Emblematica la semifinale europea contro il Real Madrid, travolto 5-0 a San Siro. "Dominammo sotto ogni punto di vista", ricorderà Baresi nel suo libro Libero di sognare. "Ci sentivamo invincibili". Pochi giorni dopo, a Barcellona, il Milan supera 4-0 la Steaua Bucarest e il capitano alza la Coppa dei Campioni vent'anni dopo il trionfo della squadra di Rocco e Rivera.
Con Fabio Capello il dominio continua. Il Milan diventa ancora più solido, resta imbattuto in campionato per 58 partite consecutive e stabilisce il record di 929 minuti senza subire gol. Arrivano altri quattro scudetti in cinque stagioni, una Champions League, una Supercoppa Europea e tre Supercoppe Italiane. Baresi resta il punto di riferimento di una squadra che continua a vincere senza perdere la propria identità.
📸 Claudio Villa - 2012 Getty Images
Proprio Capello, intervenuto a Sky Sport, lo ha ricordato così: “È una grande emozione, sono in grande difficoltà anche a parlare. Sono ricordi di un giocatore, di un uomo, di una persona che merita un grande omaggio da parte di tutti. Un grande ricordo. Io l'ho visto esordire in Serie A, giocare con lui e ho avuto la fortuna poi di allenarlo. E quindi conoscere sotto vari aspetti il giocatore Baresi e l'uomo Baresi”.
Dopo la notizia della scomparsa di Franco Baresi, la squadra ha voluto rendergli omaggio da Perth, dove si trova in tournée tra Asia e Australia. I rossoneri, insieme ad Amorim, hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo del Piscinin.
Queste le parole del proprietario del Milan, Gerry Cardinale: "Oggi la famiglia rossonera piange la scomparsa del grande Franco Baresi. Per generazioni, Franco ha incarnato i valori, il carattere e l'eccellenza che definiscono questo Club. Anche nell'ultimo anno, mentre affrontava la sua sfida più grande, è sempre stato al fianco del Milan, ricordandoci in silenzio cosa significhi rappresentare questi colori. L'eredità di Franco è profonda e durerà per sempre. Il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro nella cui vita ha lasciato un segno".
Quando chiude la carriera, il suo palmarès parla da solo: sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro Supercoppe Europee e due Supercoppe Italiane. Nel 1989 sfiora anche il Pallone d'Oro, dimostrando come un difensore potesse diventare protagonista assoluto del calcio mondiale.
Ma i trofei raccontano soltanto una parte della sua storia. Franco Baresi ha attraversato il Milan di Liedholm, Sacchi e Capello, condividendo il campo con campioni come Rivera, Maldini e Van Basten senza mai smettere di rappresentare l'anima della squadra. Non a caso i tifosi lo hanno eletto il più grande giocatore della storia rossonera e il club ha ritirato per sempre la maglia numero 6.
Perché alcune carriere si ricordano. Quella di Franco Baresi, invece, è diventata il Milan. "6 per sempre, Franco".
📸 JUNJI KUROKAWA - AFP or licensors
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