Lazionews24
·23 settembre 2026
Frattesi dal ritiro dell’Italia: «Alla Lazio sono tornato a divertirmi. La ferita di Zenica sanguina ancora»

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Nel terzo giorno di ritiro della Nazionale italiana a Coverciano è intervenuto in conferenza stampa Davide Frattesi. Il centrocampista della Lazio ha parlato del suo ottimo inizio di stagione, del rapporto con Gennaro Gattuso, del nuovo corso azzurro guidato da Roberto Mancini e delle sensazioni dopo il trasferimento in biancoceleste.
L’ex giocatore dell’Inter ha spiegato come alla base della sua rinascita ci sia soprattutto la ritrovata continuità dopo un periodo complicato dal punto di vista fisico e personale. Il centrocampista ha raccontato il percorso che lo ha portato a ritrovare entusiasmo e rendimento in questo avvio di stagione. Le sue parole:
«Tutto è partito dallo scorso anno quando non trovavo continuità, anche giustamente perché non stavo bene. Per me è stato un anno difficile, poi quando ti danno fiducia riparti a cannone. Sono felice di essere partito così e di essere arrivato qua così. Sono due tipi di felicità diverse. Questi 3 anni all’Inter ho vissuto momenti non replicabili a livello di emozioni, è stato tanti alti e bassi. Il primo anno è andato tutto liscio, poi alti e bassi, con bassi molto bassi e alti altissimi. Poi in un posto stai benissimo solo se giochi, la verità è questa. Ora sono felicissimo perché sono tornato a divertirmi, cosa che mi era mancata lo scorso anno all’Inter. Sono periodi, ma ora è tornato il divertimento che avevo da bambino».
Il passaggio alla Lazio è stato fortemente legato alla presenza di Gattuso, che ha avuto un ruolo importante nella decisione del centrocampista.
«In Nazionale giustamente non giocavo, perché non giocavo all’Inter. Gattuso però mi ha chiamato tantissimo in estate, mi è stato vicino e ci siamo trovati subito. Il gruppo nuovo qua è pieno di ragazzi giovani, si sta creando qualcosa di carino, dobbiamo essere bravi a far integrare i nuovi che potranno darci una grande mano. Le parole che ci siamo detti in estate non erano proprio così carine, ma tralasciamo, mi spronava a suo modo. Posso pure fare 20 gol, ma la ferita di Zenica sanguina ancora e ci vorrà tempo, infatti non ne parliamo mai di questa cosa. Parliamo solo di Lazio perché è una cosa pesante sia per me che per lui. Sono andato alla Lazio perché volevo tornarci e perché c’era lui, ha giocato un ruolo fondamentale per la scelta».
Durante la conferenza, Frattesi ha parlato anche del nuovo ciclo dell’Italia targato Mancini, sottolineando l’importanza di lavorare con una prospettiva più ampia.
«Ho ritrovato il Mancini che avevamo lasciato. Non guardiamo a settimana prossima, ma a più lontano. Anche sbagliando, ma l’importante è trovarci, perché poi quando le partite diventeranno pesanti solo sbagliando potremo fare bene. Ed i nuovi ci daranno una grande mano, ma ripeto, guardiamo a lungo raggio e non solo alla prossima settimana».
Tra i giovani convocati, il centrocampista ha indicato anche Alessandro Romano come uno dei profili più interessanti.
«Ieri ho visto un flash, secondo me assomiglia a Matic. Ha quelle movenze. Per me è un ragazzo bravo e con la testa sulle spalle, ci darà una grande mano».
Guardando ai prossimi impegni degli azzurri, Frattesi ha presentato la sfida contro il Belgio come un appuntamento complesso.
«Ha cambiato allenatore, con Van Bommel non sappiamo bene cosa aspettarci. Ha una forte riaggressione, gente di movimento, sarà una partita complicata e aperta. Tornare all’Olimpico è sempre bello, è bello avere parenti e amici lì. La preparazione è sempre la stessa, possesso palla e fase difensiva, oggi proveremo le palle inattive».
Una nuova fase della carriera è appena iniziata per Frattesi, che nella Lazio di Gattuso sembra aver ritrovato entusiasmo, continuità e il piacere di giocare con maggiore leggerezza.