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·20 luglio 2026
🚨 Fredberg: "Samp in A in 2 anni, è l'obiettivo. Contestazione? Erano in 5 ma non è piacevole! Mercato..."

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·20 luglio 2026

Jesper Fredberg, CEO Sport della Sampdoria, ha parlato alla stampa di diversi tempi.
Di seguito le sue parole a Il Secolo XIX.
«Sono molto soddisfatto di quello che ho visto nella prima settimana di ritiro. Ho sensazioni positive. Mi piace come la mentalità dei calciatori si stia adattando alle nuove richieste dell’allenatore. E mi piace Corradi, ha un metodo di insegnamento strutturato, è tranquillo, riesce a trasmettere chiaramente le sue idee a tutti, dai più giovani ai più esperti. Gli allenamenti sono stati duri e si è visto nell’amichevole con il Taverne, le gambe erano imballate. Ma volevamo anche vedere la reazione in una situazione di stress fisico».
E il mercato?
«Lo abbiamo molto curato e credo si sia visto. Abbiamo ingaggiato 5 elementi di qualità che per me e anche per il club sono molto forti. Volevamo mettere a disposizione dell’allenatore il maggior numero possibile di nuovi innesti già qui in ritiro, perché è un momento chiave dell’anno. Dobbiamo cedere alcuni e prenderne altri. Il mercato è lungo, però penso che sia sbagliato farsi guidare dalla fretta».
I primi cinque innesti sono ora tutti di proprietà.
«Se posso scegliere, per me è sempre meglio così anziché a titolo temporaneo. Penso che chi si lega a un club per più anni ci possa anche mettere più cuore e contribuire a solidificarne la cultura. Siccome però non sempre è possibile, arriveranno anche altri prestiti. Ma solo se alzeranno il livello qualitativo e se hanno un costo fuori portata per comprarli».
Il portiere?
«Non entro nel dettaglio, anche per rispetto dei portieri qui ora. Sapremo cogliere l’opportunità giusta. Ma non c’è una cronologia, un ruolo più urgente rispetto a un altro».
Quanti calciatori mancano?
«Il numero dipende da due cose, la loro disponibilità a venire e poi da quella finanziaria. Non posso dire 4-5-6… in questo momento poi ne abbiamo 34, troppi. Quindi anche le uscite peseranno. Non c’è una lista, tutti in ritiro stanno avendo la loro chance. Tutino? Sì, anche lui. Per me il numero ideale nella rosa è 24, due per ruolo, con spazio per qualcuno dell’Academy o per investimenti su giovani da potenziale plusvalenza».
Perché preferite spendere più soldi in ingaggi, alcuni da Serie A, che in cartellini?
«Bella domanda. La proprietà mi ha dato un budget, non è illimitato e comprende cartellini e ingaggi. Non posso spenderlo tutto su un calciatore. Se ci sono svincolati che fanno per noi, meglio. E possiamo aumentare la massa salariale. Stipendi alti... Penso siano equi. Ma si parla di calciatori che devono avere un forte impatto sulle prestazioni sportive».
Lei è in conflitto con sé stesso. Come membro del cda chiede maggiori ricavi da plusvalenze. Come vertice del mercato, ingaggia però calciatori che per età difficilmente le faranno...
«È chiaro che il bilancio ha biosogno di plusvalenze, ma al momento penso che la priorità sia vincere. Otterremo un profitto solo con i buoni risultati. Anche per questo ingaggiamo calciatori con contratti lunghi, piuttosto che prestiti. E poi dobbiamo scegliere con saggezza. In passato la maggior parte dei calciatori che sono arrivati, e ce ne sono stati molti, non ha generato plusvalenze».
La contestazione verso di lei continua, anche con il Taverne. Che ne pensa?
«Non è stato piacevole, anche se erano solo cinque tifosi. Quello che posso fare è lavorare sodo per la Sampdoria e contribuire a renderla migliore. Ecco mi dispiacerebbe semmai se questa mia situazione potesse in qualche modo turbare la squadra. C’è chi protesta contro di me, ma ricevo anche apprezzamenti e sostegno da altri sostenitori doriani. So anche però che molti tifosi vogliono semplicemente che abbiamo successo. E soprattutto vedo una dinamica positiva all’interno del club. Vorrei essere giudicato esclusivamente per mie scelte e mie azioni».
Insigne?
«È fondamentale non accelerare i tempi. L’importante è che sia pronto per la stagione. Bisogna ancora aspettare un po’ per vederlo in gruppo. Porta esperienza, qualità, buonumore nello spogliatoio. E ha voluto venire alla Sampdoria, lo spirito che cerchiamo».
Lauritsen?
«Abbiamo fatto grossi sforzi per averlo. Un profilo forte fisicamente, nei duelli, con il fiuto del gol, “fox in the box”, una volpe d’area. Con Insigne, Begic e Sinani che gli girano intorno, si può creare un’intesa forte. È molto abile di testa, nella scorsa stagione è arrivato secondo per numero di duelli aerei vinti nei sei maggiori campionati europei».
Esposito?
«La prossima sarà una stagione importante per tutti, certo anche per lui, sul quale abbiamo investito molto. Chiaro che chi ha maggiore qualità deve incidere di più, e le aspettative sono più alte, ma è il gruppo che farà la differenza. Tutti dovranno dare il loro meglio. In campo e fuori».
Non era così nella scorsa?
«Perché un club faccia bene bisogna avere un’unica strategia e linea direttrice, interna e esterna. Tutti devono seguirla. La stagione passata non è stata all’altezza delle aspettative».
La prossima stagione è un all-in per lei e per il club?
«Trovo pericoloso parlare di all-in. La proprietà è stata chiara, il progetto è biennale, tornare in A entro il 2028. I tifosi lo sanno. Ed è questa la visione che ho in mente. Non significa che non riusciremo, o che non vogliamo, essere promossi nella prossima stagione. Sicuramente l’obiettivo è costruire una squadra che lotti per la A, giocando un calcio bello e riconoscibile. Ma se non ci riusciremo, avremo basi solide per raggiungerla nel 2027/2028».
Il settore giovanile?
«Il mio punto di partenza è stato il rinnovo di Puggioni. L’obiettivo della Primavera è la promozione e poi avere un’Academy forte. Creare nel medio termine un flusso costante di giovani per la prima squadra, riducendo il gap qualitativo tra i due gruppi».







































