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·29 marzo 2026
📢 Frosinone, Calò: "Mia miglior stagione fin qui! Promozione? Non possiamo nasconderci"

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·29 marzo 2026

Il centrocampista del Frosinone Giacomo Calò ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport, dicendo la sua sul rush finale che aspetta i suoi e sull'obiettivo promozione oramai tangibile e raggiungibile.

Marco Iacobucci/IPA Sport
Vediamo insieme le sue dichiarazioni: Possiamo dire che questa è la sua migliore stagione, al di là dei record di gol realizzati e assist forniti, che certamente da qui alla fine proverà a migliorare ulteriormente? «Credo di sì. Sono soddisfatto per la costanza di rendimento nelle prestazioni. Ma adesso bisogna migliorare ancora. Nelle ultime sei partite c’è da alzare il livello, nonostante fin qui sia stato comunque molto buono». La gente si domanda com’è possibile che fino ad oggi non sia riuscito a giocare ancora in A? «Difficile dirlo. Dal punto di vista personale, posso parlare di errori a livello di scelte. Ad esempio qualche anno fa sono andato al Pordenone per giocare in una squadra organizzata che aveva sfiorato la promozione in A, convinto che si poteva migliorare il piazzamento dell’anno precedente e vincere il campionato, e invece non è andata così. A volte, purtroppo, non gira come uno si è immaginato». C’è un calciatore al quale s’ispira? Magari la risposta è in quel numero 14 che ha sulla maglia? «Per quel che riguarda il numero, in passato ho sempre giocato con il 5, ma il 14 è il giorno di nascita di mia figlia, e così l’ho scelto. Sul fatto di ispirarmi a qualcuno, posso dire che vedo spesso su YouTube video di Sergio Busquets e cerco di imparare alcuni movimenti come può essere lo smarcamento o altro». L’avversario più forte che si è trovato di fronte? «Quando ero nella Juve Stabia mi impressionarono i due centrocampisti centrali dell’Empoli che erano Samuele Ricci e Frattesi. E poi lo scorso campionato Pio Esposito. Ha una capacità di smarcarsi, una forza fisica, ma anche tantissima qualità , si capiva che era già pronto per la A». Il più bravo con cui ha giocato insieme? «Fares Ghedjemis. Nella passata stagione lo avevo affrontato da avversario e non mi aveva impressionato in maniera particolare. Ma poi, già dai primi giorni di preparazione la scorsa estate, ho capito che si tratta di un calciatore di un’altra categoria e che può tranquillamente fare la differenza anche in A. E poi Ivan Provedel. Persona eccezionale e portiere fortissimo al quale, tra l’altro, ho fornito l’assist in occasione del suo primo gol, sicuramente non importante come quello che ha poi messo a segno in Champions, in un Ascoli-Juve Stabia». Il suo rapporto con la città , la gente e i tifosi del Frosinone? «Ottimo. L’amore per il calcio e per la loro squadra del cuore, è vissuto in maniera passionale ma molto tranquilla. Ti fermano per strada per una foto con qualche bambino, sempre con grande rispetto». I suoi hobby? «Con mia moglie portiamo nostra figlia al cinema, mentre a casa non mi perdo nulla per quel che riguarda la Formula 1. In estate, invece, mi diletto un po’ con il tennis e con il padel. E poi a fine anno inizierò il corso da direttore sportivo dell’Aic». Quanti punti serviranno al Frosinone per essere promosso senza dover giocare i play off? «Non saprei dirlo. Certo è che non ci si può nascondere, dicendo magari di vivere alla giornata. O meglio, si può anche fare, ma con la consapevolezza che dobbiamo dare tutto per arrivare il più in alto possibile»









































