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·9 maggio 2026
🧨 Frosinone, Castagnini: "Nessuno ci dava una lira, ora siamo in Serie A! Dicevano avremmo mollato, ma..."

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Renzo Castagnini, direttore sportivo del Frosinone, è intervenuto in conferenza stampa a margine della roboante vittoria ottenuta contro il Mantova, che ha sancito la promozione in Serie A per i ciociari. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti, riprese da AleFrosinone.it.

Federico Serra/IPA Sport
STAGIONE - “Negli ultimi 10 anni il Frosinone è andato in Serie A con 4 direttori sportivi e 4 allenatori diversi, ma con la stessa società. Credo che tutti i meriti siano di questa società che ti fa lavorare. Abbiamo cercato di lavorare in maniera seria. E’ vero che gran parte del gruppo c’era ma i giocatori che abbiamo portato sono stati determinanti. E poi abbiamo portato l’allenatore, che è stato credo il valore aggiunto di questo campionato”.
CAVALCATA - “La cosa più bella di questo campionato è che abbiamo vinto col gioco, lavorando. La squadra ha lavorato. Abbiamo vinto perché c’era ordine. I ragazzi sono stati eccezionali. Io ho fatto quello che dovevo fare, tutti hanno fatto la loro parte. Se non hai un gruppo vero, e il gruppo non è solo i giocatori che vanno in campo. Ho un carattere brutto, spigoloso, mi hanno supportato e mi sono venuti dietro. Ma è una piccola parte. A me è capitato di vincere 4 anni fa con il Palermo e le emozioni sono sempre le stesse, quest’anno forse ancora di più perché nessuno ci dava per favoriti e ci dava una lira. Fino a due settimane fa ci dicevano che avremmo mollato, queste cose ci hanno galvanizzato. La dedica va a tutti quelli che hanno lavorato con me, alla mia famiglia che ho sacrificato. Anche loro hanno fatto sacrifici ma stasera sono felici come me”.
OBIETTIVI - “A luglio c’è ancora un’intervista e mi ricordo bene. Quando mi chiedevano quali erano gli obiettivi della squadra ho detto che quando parti non ci sono obiettivi. Ho detto soltanto che la squadra deve esprimere un gioco, correre, lottare. Poi se gli altri fossero stati più bravi sarebbero arrivati prima. A gennaio tutti dicevano che avrebbero vinto, alla fine abbiamo vinto noi”.
RETROSCENA - “Dopo la partita in casa con il Monza, eravamo reduci dalla sconfitta con il Venezia 3-0. Ho radunato la squadra, l’allenatore e gli ho detto: ‘Se siamo ambiziosi andiamo in Serie A’. Era il 22 ottobre. Perché la squadra giocava bene, aveva già affrontato le più forti. Lì mi è sembrato di capire che ce l’avremmo potuta fare”.
COMMOZIONE - “Mi sono commosso tantissimo, è normale. Vedere lo stadio stasera, ti devi commuovere per forza. Poi da domani si inizia a lavorare. Ora godiamoci la serata”.
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