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·17 maggio 2026
⚡ Fulignati: "Resterei volentieri ad Empoli! Crollo? COLPA della squadra, la retrocessione sarebbe stata devastante"

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·17 maggio 2026

Andrea Fulignati, portiere dell'Empoli, ha concesso una lunga intervista ai microfoni de Il Tirreno; tra i tanti temi trattati il suo futuro e la salvezza tribolata in azzurro di questa stagione. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti, riprese da PianetaEmpoli.it.
STAGIONE TRIBOLATA - “Anni di vita forse no, ma notti di sonno sì, tante. Soprattutto negli ultimi due mesi li ho trascorsi girandomi e rigirandomi nel letto a pensare, a fare previsioni e calcoli. La stagione aveva preso una piega orribile e lo ammetto: sono stati mesi davvero tosti".
MOMENTI - "Il pareggio con l’Entella probabilmente è stato il momento peggiore di tutta la stagione. Avevamo davanti un calendario terribile, con le trasferte di Venezia e Monza e in mezzo la gara con l’Avellino. Avevamo pochi punti e nessuno sapeva se saremmo riusciti a farne quattro, né se sarebbero bastati. Invece è successo, e meno male. Credo non ci sia mai stata una quota salvezza così bassa come la nostra, almeno senza playout, ma alla fine è andata bene. Poteva essere un disastro, soprattutto da tifoso. Arrivare finalmente a giocare nell’Empoli e, dopo trent’anni di storia gloriosa, sprofondare nel baratro… per me non sarebbe stato brutto, sarebbe stato devastante".
PERMANENZA - “Sono stati mesi molto difficili, soprattutto gli ultimi due, e la crisi me la sono sentita addosso. Però non ho mai avuto rimpianti, anzi. Se rimango? Ovviamente non dipende da me. Sulla carta è un prestito e tornerò alla Cremonese. Ci saranno diversi aspetti da sistemare, però sì, resterei volentieri. Non chiudo a questa ipotesi: la mia disponibilità c’è”.
SQUADRA DEL CUORE - “È vero, qualcosa quando giochi nella squadra del cuore ti toglie, ma non è paragonabile a quello che ti regala. E poi stiamo parlando dell’Empoli e di questa piazza, della quale puoi dire soltanto bene. In questa brutta annata, per esempio, la società non ci ha fatto mancare niente, supportandoci dal primo all’ultimo giorno, e la tifoseria è stata clamorosa, splendida”.
RIMPIANTI - “Poteva esserlo perché secondo me il potenziale di questo gruppo era importante. Doveva esserlo perché, se chiudi il girone d’andata a 27 punti, non è ammissibile soffrire così tanto nel ritorno. Adesso però tutto questo deve servire da insegnamento per il futuro, per non ripetere certi errori, anche a livello individuale”.
SERIE B - "Evidentemente tante cose sbagliate, visto che sono cambiati due direttori sportivi e tre allenatori, ma non è facile spiegarlo. All’inizio probabilmente abbiamo pagato il fatto di essere una squadra completamente nuova e molto giovane. Il crollo del girone di ritorno invece credo sia colpa nostra, del gruppo squadra. Abbiamo reagito troppo tardi quando le cose hanno iniziato a complicarsi. Pensavamo ci fosse tempo per riprenderci e invece ci siamo ritrovati con l’acqua alla gola. La Serie B è questa: difficile, a volte crudele. Ma è anche un’esperienza che lascia tanto".
CORSI - "E comunque non tutti allo stesso modo. Ho letto, per esempio, le parole del presidente Fabrizio Corsi, che si è assunto le responsabilità e si è scusato, ma io sinceramente credo che lui colpe non ne abbia".
RENDIMENTO PERSONALE - “Visto l’esito finale, personalmente sono contento. Ho commesso degli errori, certo, ma ci stanno. Al di là del campo, era la prima volta che avevo certe responsabilità anche nello spogliatoio e credo di aver dato una mano. In squadra c’erano tanti giovani e noi più esperti abbiamo cercato di supportarli soprattutto nei momenti più difficili. Per questo dico che una stagione del genere lascia tantissimo a livello di esperienza, e bisogna sfruttarla per il futuro”.
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