Galliani ricorda il primo Milan di Allegri: «Ricordo la gioia di quando presi Ibrahimovic e Robinho» | OneFootball

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Milannews24

·31 gennaio 2026

Galliani ricorda il primo Milan di Allegri: «Ricordo la gioia di quando presi Ibrahimovic e Robinho»

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Galliani svela i retroscena del mercato 2010, ricordando come gli acquisti di Ibrahimović e Robinho furono decisivi per lo scudetto

In occasione della presentazione del libro A corto muso di Giuseppe Alberto Falci, l’ospite d’onore Adriano Galliani, storico dirigente sportivo e attuale amministratore del Monza, ha ripercorso le tappe del successo milanista sotto la guida di Massimiliano Allegri, il tecnico livornese celebre per il suo pragmatismo. Al centro del racconto, le manovre di mercato che portarono a Milano due stelle del calcio mondiale: Zlatan Ibrahimović, il fenomenale centravanti svedese, e Robinho, l’estroso attaccante brasiliano.

Questi innesti furono fondamentali per superare la concorrenza dei nerazzurri, che in quella stagione videro l’avvicendamento in panchina tra Rafa Benitez e Leonardo, l’ex bandiera del Diavolo che accettò la sfida sulla sponda opposta del Naviglio. La rincorsa dei meneghini continuò proprio davanti alla solidità della squadra di Allegri, capace di gestire il vantaggio fino alla vittoria finale.


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Di seguito, le parole del dirigente sui colpi di mercato e sul destino incrociato con i rivali cittadini:

MERCATO«Lì succede un estate molto bella perchè io per provare ad accontentare Max cercavo di fare due colpi negli ultimi due giorni, con i quattrini di Berlusconi quindi io ho pochi meriti, che sono Ibra il 28 di agosto e Robinho. Helga se lo ricorda di Ibra perchè di notte io diventavo pazzo perchè non riuscivo a chiudere l’operazione. Avevamo una camera e un soggiorno, lei non mi trovava a letto e pensava fossi scappato poi andava in soggiorno e mi vedeva camminare sempre. Quindi arriva Ibra e all’ultimissimo giorno dal Manchester City Robinho. Allora gli avevamo messo due attaccanti non male e Max al primo anno vinse lo scudetto».

DESTINO«In quell’anno li, pensi il destino come tutto torna, alla fine di dicembre Massimo Moratti, che era amico del mio amico Leonardo, gli chiede di andare in panchina con i nerazzurri. La squadra rivale arriva fino a due punti da noi in quella famosa partita, Leonardo mi chiese il permesso di andare all’Inter e io glie lo diedi, Max vinse lo scudetto, quindi insomma, ci sono tante tante storie che potrebbero essere raccontate».

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