PianetaSerieB
·25 settembre 2026
Garbato, ma non troppo - La Serie B può guarire il calcio italiano, ma le partite non le guarda nessuno

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·25 settembre 2026

Sembra passata un'eternità da quando Antonio Raimondo retrocedeva in Serie C con la Salernitana concludendo una stagione con due diversi prestiti e un solo gol. A 21 anni da poco compiuti, la sua carriera così promettente dopo l'inizio ruggente alla Ternana appariva quasi compromessa. Alcuni terribili errori da parte del Bologna ed ecco che una delle massime speranze per il futuro dell'attacco dell'Italia si era prontamente trasformata in oggetto misterioso. Oggi raccontiamo un calciatore che ha segnato 4 gol in 5 partite in Serie A col Frosinone, prendendosi le prime pagine dei giornali e l'attenzione assoluta dell'opinione pubblica italiana. Il mondo è cambiato in 15 mesi, ma non accade per tutti.

Mattia Radoni / IPA Sport / IPA
Ci si racconta che manchi il talento in Italia, ma è una storia che risulta credibile soltanto a chi ha osservato gli ultimi grigi campionati di Serie A senza minimamente esplorare tutto ciò che c'è dietro. La verità è che i club, a volte per esigenze economiche e altre per limiti strutturali, sembrano totalmente incapaci di puntare su elementi adeguati.
C'è grande curiosità, ad esempio, per capire cosa ne sarà di Andrea Adorante a Venezia ora che rientrerà dall'infortunio alla schiena. Un attaccante capace di segnare 34 gol negli ultimi due campionati di Serie BKT non è stato messo dalla società che ne detiene il cartellino nelle condizioni ideali per compiere il salto di categoria. Con una rosa i cui limiti difensivi stanno emergendo in maniera brutale, si è deciso di investire 16 milioni più bonus per Akor Adams. Ai calciatori va dato tempo, sia chiaro, ma dopo le prime 5 partite si fatica a comprendere sotto quali punti di vista l'ex Siviglia sia superiore al bomber Made in Italy.

Pisa
Gli stranieri in rosa sono sacrosanti e indispensabili per affrontare qualsiasi lega professionistica, ma un calcio orientato soltanto a sfruttare il Decreto Crescita è uno sport che non andrà lontano. Quest'estate abbiamo visto Andrea Giorgini e Omar Correia cambiare squadre ma restare in cadetteria. Si consiglia a tutti i club del massimo campionato la visione delle loro prime partite con Südtirol e Pisa. Davvero non servivano, a cifre per di più bassissime rispetto a quelle che circolano al piano superiore? La mancanza di conoscenza della categoria, la stessa per cui il CT dell'Italia Roberto Mancini si può presentare in conferenza stampa dicendo che conosceva poco Alessandro Romano è inaccettabile. La qualità c'è, ed è abbastanza per riportare il Paese al tenore che gli compete. Sta a noi giornalisti, che le partite le guardiamo, tenere alta la guardia e insistere a suon di contenuti scritti e audiovisivi. Dobbiamo far passare un concetto: laddove i calciatori sono messi nella condizione di esprimersi, il livello si alza a dismisura. La Serie B non è la cura al nostro calcio, ma ha il suo interno tutti i principi attivi che se sintetizzati garantirebbero la formulazione del medicinale perfetto.
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