PianetaSerieB
·28 novembre 2025
Garbato, ma non troppo – Tra il Bari e Vivarini è il matrimonio perfetto: playoff o reciproco oblio, tertium non datur

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·28 novembre 2025

Il Bari è una squadra molto forte dal centrocampo in su con oggettivi limiti nel reparto arretrato. Vincenzo Vivarini è un allenatore in grado di ottenere una proposta di gioco brillante e risultati quando riesce ad attecchire in uno spogliatoio, ma anche estremamente in difficoltà quando tra questioni tecnico-tattiche e attitudinali non crea l’alchimia giusta col gruppo. Alle premesse singolari si aggiunge un contesto condiviso: il mister ha allenato il club di Luigi De Laurentiis in Serie C svolgendo un lavoro ricordato positivamente da tutti, ma convive col rammarico di non aver centrato la promozione.
La scelta di esonerare Fabio Caserta, deludente sotto ogni aspetto, e di prendere un tecnico a sua volta esonerato due settimane prima dal Pescara è un all-in. Da parte della società, del ds Giuseppe Magalini che a Catanzaro l’ha conosciuto benissimo e del mister che sa di giocarsi l’ultima fiche in Serie B prima di trovarsi costretto a ricostruire da zero ancora una volta una carriera fatta di picchi memorabili e baratri profondissimi. Il confine tra incoscienza e lucida follia è sottilissimo, ma ci sono ragioni più che solide per pensare che un matrimonio di fortuna se non di convenienza si riveli invece solido e duraturo.
Al Bari non mancano i calciatori, ma un’identità che li valorizzi. Le cose migliori della propria carriera Vivarini le ha realizzate con squadre votate all’attacco in maniera cieca, adatte per sviluppare una proposta offensiva ariosa. Sa variare sistemi assecondando le caratteristiche degli uomini e di maniere in cui i biancorossi potrebbero posizionarsi in campo ce ne sono diverse. Al tempo stesso anche la società acquisisce molto più di ciò che la storia recente ci consegna riguardo all’allenatore: conosce l’ambiente, sa come ricompattare sia la squadra che i tifosi, e può estrarre molto potenziale dalla rosa limitando il numero di mosse necessarie a gennaio.
Da un’unione dinamitarda non ci aspettiamo uno sviluppo democristiano. Con un paio di ritocchi dietro, l’organico è da playoff e Vivarini ha le caratteristiche ideali per centrare l’obiettivo. Con 2-3 risultati negativi, invece, i fantasmi della retrocessione in Serie C, aizzati anche dalla sicura contestazione della piazza, potrebbero prendere il sopravvento e trasformare un dolce ritorno nel peggiore degli incubi. Sono gli unici due scenari possibili, lo dice la tempra dei personaggi e la storia degli stessi. Riscatto o tracollo, gloria o vergogna. Tertium non datur.









































