Milannews24
·3 marzo 2026
Garlando e l’elogio a Modric: «La zona Cesarini della sua carriera è luminosa come un’alba»

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·3 marzo 2026

Il campionato di Serie A 25/26 sta vivendo una fase caratterizzata da colpi di scena oltre il novantesimo, un territorio dove il Milan di Massimiliano Allegri, l’allenatore toscano che ha fatto della gestione dei momenti chiave la sua forza, sta trovando risorse insperate. La capacità di restare in partita fino all’ultimo istante è diventata il marchio di fabbrica di questa stagione, richiamando il mito di Renato Cesarini, il fuoriclasse italo-argentino che ha dato il nome ai gol allo scadere. In questo contesto, l’esperienza di campioni come Luka Modric, il leggendario centrocampista croato, permette di gestire la fatica e trasformarla in speranza, proprio mentre l’Inter osserva con attenzione la resilienza del club di via Aldo Rossi.
L’analisi giornalistica evidenzia come la “Zona Cesarini” non sia solo un caso statistico, ma una proprietà quasi divina del tempo calcistico. Mentre i nerazzurri si preparano alla prossima sfida, i rossoneri si godono il primato dei punti guadagnati nei minuti conclusivi. Questa capacità di non mollare mai, incarnata perfettamente da giocatori che hanno vissuto carriere intense, sta riscrivendo le gerarchie del torneo, portando il club a vivere finali di gara elettrizzanti.
GARLANDO E IL MITO DI CESARINI – «Pavlovic al 90’, Gatti al 93’, Lukaku al 96’. Senza questi 3 gol estremi, la classifica sarebbe stata stravolta. Un mazzolino di reti per Renato Cesarini che l’11 aprile festeggerà il 120° compleanno. Patrono dei gol disperati, da quello che rifilò allo scadere di Italia-Ungheria nel ’31. Il Cè ha battezzato una fetta di tempo che è proprietà di Dio. Il Golgota sembrava una partita persa, invece tre giorni dopo… Il Cè ha regalato al calcio il lieto fine delle fiabe e dei film di Frank Capra».
GARLANDO SU MODRIC E ALLEGRI – «La zona Cesarini della carriera di Modric è luminosa come un’alba, infatti è lui che anima i finali del Milan: 8 punti guadagnati dopo l’80’. Le 5 sostituzioni hanno trasformato la fatica in speranza. Il Cè è più vivo che mai e Max Allegri balla il tango con lui».









































