Milannews24
·26 marzo 2026
Gattuso ai microfoni della Rai: «La parola paura non è stata nominata»

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Il cammino dell’Italia verso la Coppa del Mondo 2026 giunge a un bivio decisivo. Ai microfoni della Rai, il commissario tecnico Rino Gattuso, ex grintoso centrocampista e simbolo del calcio mondiale, ha analizzato il delicatissimo momento degli Azzurri in vista della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord. La tensione è altissima, ma il tecnico calabrese, noto per la sua determinazione e il suo carisma, ha voluto trasmettere calma e concentrazione a tutto l’ambiente.
PAROLE – «Dobbiamo essere bravi noi. All’inizio grandissima atmosfera, ma poi dobbiamo essere bravi a far vedere che siamo vivi e in partita. Sta tutto lì. Sui calci piazzati si azzera tutto, credono fortemente in questo e noi dobbiamo rispettarli. Sulle dinamiche di gioco abbiamo qualcosa in più, ma non bisogna sottovalutarli. Sto dicendo questo. Non è uno scandalo, loro ci credono fortemente e non è un caso che Germania e Slovacchia con loro hanno fatto fatica. Sono tosti, anche se non riempiono gli occhi. Siamo messi bene, ma oggi conta avere gli attaccanti che ci possono aiutare anche sullo sviluppo contro una difesa forte fisicamente. Conterà arrivare bene negli ultimi 16 metri. La cosa migliore è non parlare di paura. Parliamo di positività, tanti di loro già c’erano 4 anni fa e sanno cosa hanno vissuto. Ognuno deve dare il 150%. In questi giorni, la parola paura non è mai stata nominata. Siamo questi. Sono convinto che stasera la gente avrà grande passione e si metterà là avvelenata a tifare per noi. Sta a noi comunque, le delusioni sono state tante e si aspettano una gioia».
PAROLE – «Dobbiamo essere bravi noi. All’inizio grandissima atmosfera, ma poi dobbiamo essere bravi a far vedere che siamo vivi e in partita. Sta tutto lì. Sui calci piazzati si azzera tutto, credono fortemente in questo e noi dobbiamo rispettarli. Sulle dinamiche di gioco abbiamo qualcosa in più, ma non bisogna sottovalutarli. Sto dicendo questo. Non è uno scandalo, loro ci credono fortemente e non è un caso che Germania e Slovacchia con loro hanno fatto fatica. Sono tosti, anche se non riempiono gli occhi. Siamo messi bene, ma oggi conta avere gli attaccanti che ci possono aiutare anche sullo sviluppo contro una difesa forte fisicamente. Conterà arrivare bene negli ultimi 16 metri. La cosa migliore è non parlare di paura. Parliamo di positività, tanti di loro già c’erano 4 anni fa e sanno cosa hanno vissuto. Ognuno deve dare il 150%. In questi giorni, la parola paura non è mai stata nominata. Siamo questi. Sono convinto che stasera la gente avrà grande passione e si metterà là avvelenata a tifare per noi. Sta a noi comunque, le delusioni sono state tante e si aspettano una gioia».









































