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·27 giugno 2026

Gazzetta – Como ✅ Nico Paz, ma occhio al Fair Play Finanziario: la spiegazione

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Nico Paz al Como, questa volta a titolo definitivo, è un’operazione importante, significativa, ma soprattutto da record per il club lariano, in virtù dei 60 milioni spesi. Cifre che, come analizzato da gazzetta.it, di cui vi riportiamo un estratto dell’approfondimento, porteranno il sodalizio della famiglia Hartono a essere monitorato dalla UEFA a partire dall’annata 2026/2027, che tra non troppo ci apprestiamo a vivere:

""Il Como si è qualificato per la prima volta nella sua storia a una competizione europea, direttamente in Champions League. Ciò significa che, a partire dalla stagione 2026-27, entrerà sotto i radar dell’Uefa ai fini del regolamento sulla sostenibilità finanziaria, come tutte le altre squadre partecipanti alle coppe. Nella primavera del 2027 i funzionari di Nyon esamineranno i documenti contabili del Como per la prima valutazione. Si baseranno sull’ultimo triennio, quindi sui bilanci 2023-24, 2024-25 e 2025-26. Al di là dell’ovvia assenza di debiti scaduti, i club non possono riportare una perdita aggregata superiore a 60 milioni di euro nell’arco di tre anni (soglia incrementabile fino a ulteriori 10 milioni per esercizio per i club che mostrano una buona salute finanziaria). Questa è la cosiddetta “football earnings rule”. Inoltre, ogni anno, le spese per gli stipendi della prima squadra, gli ammortamenti dei trasferimenti e le commissioni agli agenti non devono superare il 70% dei ricavi lordi (“squad cost rule”). Il Como sforerà inevitabilmente questi paletti, a giudicare dai bilanci già approvati. Nel 2023-24, ultimo anno in Serie B, il deficit è stato di 50 milioni; nel 2024-25, primo anno in Serie A, il rosso è schizzato a 132 milioni consolidati, di cui 105 relativi alla sola Como 1907 e il resto alle attività collaterali. Nell’esercizio che si chiuderà il 30 giugno è atteso un miglioramento del conto economico, perché le entrate dovrebbero crescere più dei costi, ma le nostre stime indicano ancora uno squilibrio rilevante, non lontano dai 100 milioni. Anche eliminando le spese virtuose (vivaio, settore femminile e infrastrutture), il risultato combinato del triennio sarà nettamente al di sopra del tetto consentito. A quel punto il Como concorderà un piano di rientro con la Uefa sottoscrivendo un settlement agreement della durata di tre o quattro anni, come hanno fatto in passato molti altri club, praticamente tutte le big italiane. Sarà allora che la società lariana dovrà prestare attenzione al controllo dei costi, con prevedibili restrizioni nella compilazione della lista Uefa. Le modifiche introdotte dopo il Covid, peraltro, hanno incentivato i conferimenti di capitale anziché il ricorso all’indebitamento, perché la soglia di tolleranza delle perdite è stata elevata, a patto che queste vengano coperte dagli apporti dei soci. 


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La Uefa guarda con favore ai progetti fondati su investimenti razionali e sostenuti dalla proprietà. È quello che sta cercando di fare il Como. Dal 2019 a oggi la famiglia Hartono ha versato 390 milioni nella controllante britannica Sent Entertainment, allo scopo di fornire al club le risorse necessarie per aumentarne la competitività e, allo stesso tempo, costruire un ecosistema capace di diversificare le fonti di ricavo. Al 30 giugno 2025 il gruppo Como vantava un patrimonio netto di 54 milioni e non presentava debiti con le banche. Siamo ancora in una fase espansiva, appesantita anche dall’avviamento delle nuove linee di business, dall’academy ai negozi, dalle proprietà immobiliari al digitale. L’obiettivo è raggiungere la sostenibilità nel medio-lungo termine. Per riuscirci bisognerà continuare a dare spettacolo e ottenere risultati sul campo e, parallelamente, sfruttare dal punto di vista commerciale e turistico la vicinanza del lago, considerato che il Como non può contare sul bacino d’utenza di una squadra di una grande città. Sarà fondamentale attivare anche la leva del player trading, che finora ha inciso poco. Una sfida nella sfida: aumentare le entrate fino a compensare i costi. I premi della Champions, soprattutto se ripetuti nel tempo, aiuteranno. In ogni caso, per ora il Como è “vergine” agli occhi della Uefa. Ci sarà tempo per pensarci“.

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