Calcio e Finanza
·30 novembre 2025
Gedi, a un passo la cessione di Repubblica al gruppo di Theodore Kyriakou

In partnership with
Yahoo sportsCalcio e Finanza
·30 novembre 2025

Tutto sta avvenendo molto rapidamente e, in una sorta di “Natale al contrario”, il quotidiano La Repubblica (parte del gruppo editoriale Gedi, a sua volta controllato da Exor) sembra ormai vicina a passare nelle mani del gruppo greco della famiglia di Theodore Kyriakou, affiancata — forse, anche se al momento mancano conferme ufficiali — dal principe saudita Mohammed bin Salman.
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, l’operazione, che dovrebbe chiudersi entro le ultime settimane di dicembre, arriva a pochi mesi dal 50º anniversario della testata, segnando la fine di una delle avventure editoriali più rivoluzionarie del Novecento italiano: fondato nel 1976 da Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo, guidato negli anni Duemila da Ezio Mauro e Carlo De Benedetti, e poi arrivato, a partire dal 2020, alla gestione Gedi sotto la leadership di John Elkann e Maurizio Molinari.
Le indiscrezioni che circolano da giovedì scorso parlano di una due diligence ormai conclusa e di trattative agli sgoccioli, tanto che l’annuncio sarebbe questione di giorni. A Kyriakou dovrebbero andare La Repubblica e soprattutto le radio del gruppo — Radio Capital, Deejay e M2o — diventate ormai il vero tesoro dell’ex gruppo Espresso: 60 milioni di euro di ricavi e 10 milioni di utili, a fronte di un restante Gruppo Gedi (Repubblica e La Stampa) con 223 milioni di fatturato e 15 milioni di perdite nel 2024.
Le emittenti radiofoniche sarebbero dunque l’obiettivo principale della famiglia Kyriakou, storicamente attiva nella navigazione ma oggi fortemente presente nei media con il gruppo Ant1, che gestisce tv e radio in Grecia, Serbia, Cipro e Turchia. Un gruppo che poggia la propria stabilità finanziaria sulla holding londinese K Group, partecipata dal fondo saudita PIF e sostenuta da un investimento del Qatar pari a un miliardo.
Sul prezzo della cessione al momento nessuna informazione trapela. Nel 2020 Elkann aveva pagato 220 milioni per acquisire Gedi dai De Benedetti, mentre oggi Repubblica e La Stampa compaiono nei bilanci Exor per appena 72 milioni. Difficile, dunque, che l’AD di Exor riesca a recuperare l’investimento fatto cinque anni fa, quando immaginava un futuro editoriale orientato al digitale.
Live


Live


Live


Live


Live


Live


Live


Live



























