🎙️ Genoa, De Rossi: “Teniamo alta la concentrazione. Cuesta? Non è da tutti allenare queste squadre a 30 anni” | OneFootball

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·16 gennaio 2026

🎙️ Genoa, De Rossi: “Teniamo alta la concentrazione. Cuesta? Non è da tutti allenare queste squadre a 30 anni”

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L’allenatore del Genoa, Daniele De Rossi, è intervenuto in conferenza stampa in vista della partita con il Parma. Di seguito le sue parole, riportate da TMW:

Gli ultimi risultati cosa hanno dato al Genoa? “Arriviamo bene come nelle altre partite. Ho paura di queste partite a cui ci si arriva troppo bene, meno ansioso. Cerchiamo sempre in questi giorni di tenere alta la concentrazione. Siamo ancora lontanissimi dal nostro obiettivo. Abbiamo fatto un mini-filotto negativo dove abbiamo fatto risultati buoni ma non ci vuole nulla a tornare in un trend negativo contro un avversario che in casa ha fatto buoni risultati. Dobbiamo stare attenti perché è una gara improntate. Non è una finale ma ci arriviamo concentrati”.


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Il Parma sfrutta molto la solidità difensiva. E’ molto diverso da Fabregas, anche lui giovane e spagnolo. “Inizialmente, quando abbiamo visto che arrivava un allenatore giovane e spagnolo, pensavamo fosse simile a Fabregas. Cerca di trarre il meglio con quello che molto più, diciamo che è più italiano che spagnolo. Secondo me sta facendo buoni risultati, sta tenendo il Parma discretamente lontano dalla zona retrocessione. So quanto sia difficile allenare una squadra per la salvezza a 42 anni, lui lo sta facendo a 29-30 anni. E’ un ragazzo a posto, il Parma è una squadra con grande qualità individuali. Ha giocatori molto forti, molto interessanti. Con queste individualità Cuesta riesce a fare un calcio molto accorto”.

Dopo il Cagliari hai detto che il Genoa è stato più “zozzone”. Hai rivisto la partita? “L’ho rivista un paio di volte. Non dico che voglio un Genoa ‘zozzone’, ho parlato solo di una fase di gioco dove, quando difendi, hai bisogno di qualcuno resti attaccato alla nostra realtà. In quel momento la cosa più importatnte è non prendere gol”.

Cosa vuoi vedere e cosa non vuoi vedere a Parma rispetto a quanto fatto in campo contro il Cagliari? “L’approccio. Ma il risultato non deve cambiare le distanze in campo, non cambia il numero degli avversari. Se ci sono delle zone da attaccare si possono attaccare in qualsiasi momento. Al 90′ ci sta mandare qualche palla in tribuna. Al terzo gol col Cagliari ci può stare allentare la tensione ma solo facendo più di due gol. Il gol è come se ci bloccasse, abbiamo fatto quello che dovevamo fare e ora facciamo le barricate. Col Milan non è successo ma grazie alla qualità del Milan. Col Pisa potevamo fare meglio e col Cagliari uguale: ci siamo un po’ bloccati, abbiamo iniziato ad esser più più sporchi”.

Ostigard si è preso molte più responsabilità cercando il passaggio fra le linee. Quanto vuole vedere continuità in questo lavoro in difesa? “Secondo me è fondamentale. Ogni squadra in A hanno giocatori forti che ti possono fare gol e la prima difesa è togliere loro il pallone. Il centrale è quello che vede meglio il campo e che nota chi gli avversari lasciano libero. Il rischio che faccio facendo un passaggio filtrante deve essere minore al vantaggio. Lui lo fa nel modo migliore, è un difensore forte. All’inizio era molto attratto dall’uomo, poi ha iniziato a cercare più la palla lasciando l’uomo libero. Ora sta trovando il giusto equilibrio.

Qual è il centrocampista ideale che cercate per il Genoa? “Non è questione di fare nomi. Penso che, come avete detto voi, abbiamo fatto cose buone da quando siamo arrivati. Quindi vuol dire che questi giocatori hanno massimo rispetto e con loro devo fare il massimo. Se non ci riusciamo è colpa mia. La sento questa responsabilità. Detto ciò, non è il centrocampista. A gennaio si cercano solo due cose: o qualcosa di meglio con un giocatore molto forte o qualcosa di diverso”.

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