Gentile e il retroscena shock: «Quando allenavo l’Under 21 vennero con una borsa piena di denaro per le convocazioni. Rifiutai e mi fecero fuori» | OneFootball

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·4 aprile 2026

Gentile e il retroscena shock: «Quando allenavo l’Under 21 vennero con una borsa piena di denaro per le convocazioni. Rifiutai e mi fecero fuori»

Immagine dell'articolo:Gentile e il retroscena shock: «Quando allenavo l’Under 21 vennero con una borsa piena di denaro per le convocazioni. Rifiutai e mi fecero fuori»

Gentile in un’intervista a ‘La Repubblica’ ha svelato un retroscena davvero incredibile. E l’ex giocatore si è soffermato anche sull’Italia

Il momento di profonda crisi del calcio italiano ha suscitato la reazione indignata di una vera e propria leggenda azzurra. Claudio Gentile, indimenticato ex difensore della Juventus e campione del Mondo nel 1982 in Spagna, ha rilasciato una durissima intervista ai microfoni de La Repubblica, esprimendo tutta la sua rabbia e amarezza per il declino del movimento calcistico nazionale. Il suo sfogo parte da un dolore profondo per i recenti fallimenti del sistema Italia.

L’ex pilastro della difesa azzurra non ha usato giri di parole per descrivere lo stato attuale delle cose. Analizzando le radici di questo crollo, il grande Gentile punta il dito contro un atteggiamento mentale ormai troppo diffuso tra le nuove generazioni e contro i vertici federali, rei di non aver tutelato il sistema. Secondo l’ex difensore, il problema è strutturale e coinvolge tanto la mentalità quanto le istituzioni. Durante l’intervista, ha dichiarato con fermezza: «Mi fa male: è come se le continue sconfitte della Nazionale avessero cancellato anche un po’ di quello che conquistammo noi. Una macchia per tutti».


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Il passaggio più clamoroso e inquietante dell’intervista riguarda però l’ingerenza degli agenti e un presunto tentativo di corruzione vissuto in prima persona durante la sua esperienza in panchina. Le parole di Gentile sono un atto d’accusa pesantissimo: «Le squadre le fanno i procuratori, anche la Nazionale, soprattutto la Nazionale. Quando allenavo la Under 21, vennero da me con una borsa piena di denaro: è tuo, mi dissero, se convochi chi diciamo noi. Risposi di andarsene subito, altrimenti avrei chiamato i carabinieri. Finì che mi fecero fuori. Se non sei un burattino non fai parte del gioco, però questa storia deve cambiare».

Infine, per risollevare concretamente il settore, l’ex ct suggerisce una soluzione drastica a livello normativo. Guardando al campionato attuale, Gentile nota una preoccupante carenza di talenti nostrani nelle formazioni titolari: «Per strada mi ferma tanta gente e mi chiede cosa sta succedendo. “Voi eravate uomini”, mi dicono. Io vado spesso allo stadio a vedere il Como, mi diverto, però in quella squadra non c’è l’ombra di un italiano. E allora mi dico che così non va. Devono scrivere una norma che renda obbligatoria la presenza di almeno quattro giocatori italiani nella formazione iniziale di ogni club di serie A, ma io farei anche cinque».

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