Anfield Index
·4 ottobre 2026
Gerrard: errore grave del Liverpool con la punta francese

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Il Liverpool ha avuto attaccanti d’élite nell’era della Premier League. Fernando Torres ha fatto danni devastanti in maglia rossa. Luis Suarez è andato anche oltre, piegando le partite alla sua volontà. Steven Gerrard ha giocato con entrambi e li valuta di conseguenza. Ma quando il discorso si sposta sulle occasioni mancate, va da un’altra parte. Torna a Nicolas Anelka.
Non è nostalgia fine a sé stessa. È un discorso calcistico molto concreto. Nel 2002 il Liverpool aveva Anelka in casa, ha visto di cosa fosse capace, poi ha deciso di non trattenerlo. Ha scelto invece El Hadji Diouf. Una decisione è invecchiata bene, l’altra malissimo. Questa è la realtà.
Durante il suo prestito dal Paris Saint-Germain, Anelka ha dato al Liverpool esattamente ciò che un grande attaccante dovrebbe dare: movimento, controllo, pericolosità e la sensazione che potesse succedere qualcosa di serio ogni volta che il pallone arrivava a lui. I numeri, cinque gol in 22 presenze, non gridano alla grandezza. Le prestazioni raccontavano un’altra storia. Chiunque guardasse con attenzione poteva vedere il livello.
Gerrard non ha mai nascosto cosa ne pensasse. Parlando all’Open Goal Podcast, ha detto: “Non è la decisione che avrei preso io, avrei scelto Anelka tutta la vita,”
“Adoravo Anelka, Anelka era di classe. I suoi movimenti, il suo tocco, aveva carisma. Aveva già fatto vedere tutto all’Arsenal, aveva giocato a Madrid, era nella nazionale francese.”
Questa è la valutazione di un calciatore, e di solito conta. Gli spogliatoi riconoscono la qualità più in fretta di quanto facciano i dirigenti. Gerrard è diretto anche nello spiegare perché il Liverpool andò dall’altra parte. “E, ascolta, con tutto il rispetto, Diouf aveva fatto un Mondiale fantastico, aveva disputato un grandissimo Mondiale. Quindi si poteva capire perché il Liverpool magari pensasse che ci fosse di più in quell’operazione in termini di acquisto, magari per poi rivenderlo più avanti.
“Anelka aveva un po’ di bagaglio, se vogliamo, dietro di sé. Ma se stai parlando di El Hadji Diouf e Nicolas Anelka, dai. Giocandoci insieme, lui c’era eccome.”
Quest’ultima frase dice tantissimo. Il Liverpool ha scommesso sul bagliore di un torneo invece che sulla classe già dimostrata. I club lo fanno più spesso di quanto dovrebbero. Si lasciano sedurre dalla forma del momento, dalla spendibilità sul mercato, dalla logica della futura rivendita, dal racconto. E il calciatore più evidente viene ignorato.
Anelka arrivò ad Anfield con dei dubbi attorno a sé. Succede quando un giocatore è già passato da Arsenal, Real Madrid e Paris Saint-Germain prima della metà dei vent’anni. Le supposizioni arrivano in fretta. Troppo bagaglio, troppo rumore, troppo rischio. Va bene. Poi però guardalo giocare.
Era veloce senza sembrare frenetico, tecnico senza strafare, e intelligente negli spazi che contano. Poteva allungare una linea difensiva e allo stesso tempo combinare con pulizia. Gerrard vedeva tutto questo. Anche i tifosi del Liverpool ne avevano visto abbastanza, ed è per questo che molti volevano che il trasferimento diventasse definitivo.
Invece Anelka se ne andò e in seguito segnò 30 gol in Premier League nell’arco di due stagioni con il Manchester City. Il Liverpool non aveva bisogno del senno di poi per capire di aver lasciato andar via un vero attaccante. Il senno di poi ha semplicemente tolto le scuse.
La domanda più difficile è se Anelka avrebbe davvero potuto raggiungere il livello toccato da Torres e Suarez al Liverpool. Gerrard pensa che la possibilità fosse reale. “Penso che se avesse avuto un periodo più lungo al Liverpool, potenzialmente avrebbe potuto fare tanti danni quanto loro,” ha detto.
Non è un complimento buttato lì. Gerrard mette Suarez in cima a tutti. “Ma, ascolta, Suarez era fuori scala. È il miglior giocatore con cui abbia mai giocato.” Qui non c’è alcuna ambiguità. Quanto a Torres, Gerrard ricorda la sua versione al massimo splendore, quella che i difensori odiavano affrontare. “Torres ha avuto un periodo di 18 mesi in cui era ingiocabile, era potente dalla vita in giù. Tutto era così esplosivo, i suoi movimenti. Era un vincente. Al Liverpool il centravanti principale viene costruito come l’uomo simbolo e Torres ci sguazzava, gli piaceva da morire.”
Aggiunge anche un dettaglio rivelatore di quegli anni. “Veniva fuori dal campo e mi diceva: ‘Qui mi sento in cima al mondo, per come i tifosi mi vedono’. Era fenomenale, ma io dico sempre che prenderei Suarez solo perché sapeva fare più cose.”
Il giudizio finale di Gerrard su Suarez è preciso e feroce. “Ho visto Suarez tenere impegnate da solo difese e centrocampi, tanto era forte. Era anche un animale assoluto. Mai infortunato, mai in infermeria. Si allenava come giocava, era semplicemente disperato dalla voglia di stare in squadra. Erano due grandi ragazzi, entrambi.”
Torres e Suarez si sono guadagnati il loro posto nella storia moderna degli attaccanti del Liverpool. Il punto qui è che Anelka avrebbe potuto unirsi a loro. Il Liverpool ne ha avuto la possibilità. L’ha lasciata andare. Per un club che negli anni ha preso alcune decisioni di mercato enormi, questa resta una delle più facili da giudicare. Hanno visto da vicino un attaccante di altissimo livello e hanno comunque scelto l’uomo sbagliato.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴 qui.







































