Giannichedda: «La classifica è tutta frutto del lavoro di Gattuso! Una Lazio senza Lotito? Decide lui!» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·16 settembre 2026

Giannichedda: «La classifica è tutta frutto del lavoro di Gattuso! Una Lazio senza Lotito? Decide lui!» – ESCLUSIVA

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Giuliano Giannichedda, ex giocatore della Lazio, ha parlato con noi in esclusiva del momento dei biancocelesti, del presidente Claudio Lotito e di tanti altri temi d’attualità

La Lazio ha iniziato la nuova stagione con risultati superiori alle aspettative, reagendo all’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Mantova e conquistando tre vittorie e un pareggio nelle prime quattro giornate. Dietro questa partenza c’è il lavoro di Gennaro Gattuso, capace di creare rapidamente un legame con il gruppo nonostante un ambiente ancora segnato dalla contestazione dei tifosi nei confronti del presidente Claudio Lotito.

Per analizzare il momento della formazione biancoceleste, la crescita di Reda Belahyane e il possibile impatto dei rientri di Nicolò Rovella e Danilo Cataldi, LazioNews24 ha intervistato in esclusiva Giuliano Giannichedda. L’ex centrocampista ha ricordato anche il derby vinto per 3-1 contro la Roma nel giorno dell’Epifania, disputato da una Lazio fortemente rimaneggiata ma trascinata da un eccezionale spirito di squadra. Le sue parole:


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Partendo anche dall’ultimo pareggio con il Milan, si aspettava questo inizio di stagione della Lazio dopo la nomina di Gattuso? Oppure è rimasto sorpreso, considerando anche l’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Mantova?

«Sicuramente non mi aspettavo che la Lazio potesse trovarsi lì davanti, ma questo è il frutto del lavoro svolto da Gattuso. Al di là dell’esperienza negativa vissuta con la Nazionale, sappiamo che è un allenatore che lavora tantissimo. Lo fa con grande umiltà e dedizione: si mette a disposizione e si butta nel fuoco per i suoi ragazzi, così come i calciatori fanno per lui. Secondo me si è creato immediatamente un ottimo feeling.

L’avvisaglia arrivata contro il Mantova non era positiva e dopo quella partita c’era chiaramente un po’ di preoccupazione. Credo, però, che quella gara sia servita. Molte volte le sconfitte insegnano tanto: da quel momento i calciatori e Rino hanno capito che sarebbe stato necessario fare molto di più in vista dell’inizio del campionato».

La Lazio ha ottenuto tre vittorie e un pareggio nelle prime quattro giornate, ma intorno alla squadra resta il clima di contestazione nei confronti del presidente Lotito. Quanto può incidere una situazione del genere sulle prestazioni e sul rendimento dei giocatori?

«È vero che la squadra appartiene a Lotito, ma i calciatori devono andare in campo, giocarsi il proprio posto, alimentare l’entusiasmo e sperare che un giorno questa situazione si risolva, arrivando a un compromesso. Una persona può contestare, però quando c’è da sostenere la squadra in campo è giusto farlo.

Queste sono situazioni difficili e spero che possano risolversi, perché vedere lo stadio Olimpico semivuoto è una tristezza. Lotito ha compiuto un grande sforzo all’inizio della sua esperienza e c’è stato un salvataggio quasi miracoloso. È il presidente e mi auguro che la situazione possa risolversi il prima possibile».

Hai mai immaginato una Lazio senza Lotito presidente?

«Come dicevo prima, inizialmente ha fatto quasi un miracolo. Ma è chiaro che lui è il presidente e nel caso decide lui».

Con gli infortuni di Rovella e Cataldi, Belahyane si sta prendendo la scena e sta andando oltre le aspettative. Anche dopo il loro rientro potrà rimanere titolare oppure si tornerà alle gerarchie iniziali?

«Belahyane mi ha sorpreso. È stato gettato nella mischia dopo una stagione nella quale non aveva fatto benissimo e aveva incontrato delle difficoltà. Quando entrava giocava un po’ più da mezzala, ma, al di là del ruolo, credo abbia avuto bisogno di un periodo di ambientamento.

Quando passi da una squadra con determinate ambizioni a una realtà nella quale compi un salto di livello, inizialmente puoi soffrire. Adesso sta facendo molto bene, anche se penso che Rovella, quando è al cento per cento, sia un calciatore importantissimo per la Lazio».

Sei stato uno dei grandi protagonisti del derby vinto per 3-1 contro la Roma nel giorno dell’Epifania, nonostante le numerose assenze. Quale ricordo conservi di quella partita?

«Durante quella settimana accadde veramente di tutto. Alla fine non era rimasto quasi più nessuno, ma andammo in campo con una carica tale da riuscire a vincere. Tutto quel periodo fu incredibile: vivemmo emozioni fortissime prima e dopo la partita. Festeggiammo anche un po’, perché riuscimmo a vincere un derby molto importante pur essendo estremamente rimaneggiati.

In quella partita andai a giocare in difesa, ma arrivarono veramente pochi palloni dalle mie parti, perché tutti gli altri correvano e riuscivano a filtrare ogni giocata. Fui avvantaggiato da una grandissima prestazione di squadra e dal lavoro di tutti i miei compagni».

Se dovessi trasferire alla Lazio attuale una caratteristica della squadra nella quale hai giocato, quale sceglieresti e perché?

«Trasferirei la voglia di entrare in campo e stupire, cercando sempre di fare le cose nel modo migliore. Bisogna dare tutto e anche qualcosa in più per quella maglia. I calciatori lo stanno già facendo, ma devono continuare a offrire sempre più del cento per cento».

Si ringrazia Giuliano Giannichedda per la gentilezza, la disponibilità e la cordialità dimostrate in questa intervista

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