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·20 aprile 2026
🎙️ Giuffredi: “In Italia non mancano talenti, ma il coraggio. Pio Esposito? Vuole stare all’Inter per i prossimi 10 anni”

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L’agente Mario Giuffredi è intervenuto ai microfoni dei media presenti a margine dell’evento Inside The Sport, al quale ha partecipato ed è stato premiato. Queste le sue parole, raccolte da TMW:
“La figura del procuratore sicuramente ha la sua importanza per aiutare i club a tirare fuori dei calciatori. Spero nel mio piccolo di aver aiutato le società a fare un buon lavoro come nel caso di Pio Esposito e Vergara”.
Quante offerte arriveranno per Pio Esposito? “Sta bene all’Inter, credo che la volontà del ragazzo e del club sia quella di stare insieme per i prossimi 10 anni. Pensare al mercato per lui… A meno che non sia un volere dell’Inter, non è un volere che appartiene a me o al ragazzo. Per me il mercato per Pio Esposito non è mai iniziato e mai inizierà, è felice di rimanere all’Inter e fare la sua carriera lì”.
È bello che l’Inter abbia rifiutato tutte le offerte per Esposito in estate. “È la filosofia di chi ha coraggio. A noi non mancano i talenti, ma il coraggio. Vi faccio 3 esempi: uno è Pio Esposito, che giocava in B e si è catapultato da protagonista all’Inter, l’altro è Vergara che era in B e si è catapultato al Napoli da protagonista. La chiave di tutto è racchiusa nel coraggio, quello che al nostro sistema manca. L’altro esempio è Parisi, anche lui viene dalla C e dimostra di essere determinante per la Serie A. Di questi casi ce ne sono tantissimi, penso anche a Bartesaghi, che è retrocesso in D con il Milan U23, oppure Palestra e Bernasconi, che erano in U23 con l’Atalanta. Quando mi dicono che non abbiamo i calciatori… Sono bugie, noi non abbiamo coraggio”.
Va bene questa posizione di prima alternativa a Esposito? “Non condivido il termine prima alternativa. Dobbiamo essere bravi a contestualizzare i momenti, veniva dalla Serie B e dovevamo ritagliargli uno spazio con grande serenità. Doveva dimostrare di essere da Inter e niente altro, ma siamo andati oltre le nostre aspettative di quando fai affacciare un 2005 in Serie A, visto che tra Nazionale e Inter ha fatto 12 gol, presenze in Champions… Dire che sia la prima scelta delle riserve non credo sia il termine più adatto”.
Credeva in questo grande percorso di Politano e Di Lorenzo? “Sono due pilastri, e non lo dico io, ma i risultati che hanno ottenuto e l’amore che hanno dimostrato verso la maglia del Napoli. Non ho mai avuto nessun dubbio, se assisto un calciatore è perché ci credo fermamente e sono convinto che saranno dei pilastri del Napoli ancora per diversi anni, sono intelligenti, hanno qualità e soprattutto hanno l’amore per quella maglia che permette loro di spingersi sempre oltre l’ostacolo”.
Conte resterà? “Credo sia sempre l’allenatore adatto per il Napoli, ha dato tantissimo perché in due anni ha vinto uno scudetto e una Supercoppa Italiana, si è qualificato alla Champions, ha valorizzato giovani come Vergara… Io spero rimanga, è uno dei pochi allenatori italiani che migliora i calciatori. Poi però devono collimare i pensieri tra gli obiettivi del presidente e quelli di Conte, ma questo non è un problema mio”.
Ranieri quest’anno non ha vissuto una stagione semplice, ma ha dimostrato di essere attaccatissimo alla Fiorentina. “È uno di quei calciatori che io stimo di più da quando faccio questo lavoro, perché tutti vivono i momenti difficili, soprattutto quando uno cresce nel settore giovanile della Fiorentina, ha vissuto tanta della sua vita a Firenze, ha portato la fascia da capitano e si ritrova a vivere un’annata difficilissima… Sfiderei tanti a trovarmi giocatori in grado di trovare la forza di rialzarsi ed essere uno dei migliori in campo da mesi”.
Senza mai chiedere la cessione. “Sì, perché secondo me sarebbe stato da vigliacchi lasciare la Fiorentina nel momento più complicato e difficile. Magari ci sarà un grande finale di stagione e poi uno farà i suoi ragionamenti. Ranieri è una persona che dovrebbe essere molto più apprezzata di quello che realmente è il pensiero di tanti tifosi della Fiorentina, scappare è la cosa più facile, rimanere nei momenti difficili non è da tutti. E lui l’ha fatto”.


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