Calcio e Finanza
·2 marzo 2026
Gli Arnault rafforzano il controllo in LVMH: ora il gruppo vale 280 miliardi

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·2 marzo 2026

Bernard Arnault e la sua famiglia hanno rafforzato il proprio controllo sul gruppo del lusso LVMH passando dal 49,77% di quota capitale al 50,01% e soprattutto dal 65,89% al 65,94% per quanto riguarda le azioni con diritto di voto. A riportarlo è L’Economia-Corriere della Sera.
Un aumento marginale ma che porta con sé un carattere simbolico in un momento storico mutato rispetto a qualche anno fa dato dalla complessiva frenata del settore del lusso al nuovo protezionismo negli scambi commerciali. Inoltre, rappresenta il mantenimento di una dichiarazione di intenti espressa dal fondatore in occasione della presentazione dei risultati annuali del gruppo dello scorso gennaio.
«Abbiamo già quasi il 50%. Ora che sta iniziando un nuovo anno, abbiamo il diritto di riacquistare titoli. All’inizio di quest’anno supereremo il 50% – aveva dichiarato Bernard Arnault –. Crediamo in ciò che facciamo e lo dimostriamo anche così. Il gruppo familiare non è fissato sui risultati trimestrali, pensa a medio termine, investe a medio termine e crea prodotti per il lungo termine. Non siamo ossessionati da ciò che accadrà nel prossimo trimestre, anche se è importante. E per ora non ci è andata male».
Nel 2025, l’utile netto di Lvmh, proprietario di grandi brand del lusso come Louis Vuitton, Dior, Celine, Moët & Chandon e Hennessy, è sceso del 13% a 10,9 miliardi di euro, in seguito anche alla tassa straordinaria imposta alle grandi imprese in nome del risanamento delle finanze pubbliche francesi. Il giro d’affari del gruppo è diminuito del 5%, fermandosi a 80,8 miliardi di euro, a causa soprattutto del contesto geopolitico. Vini e liquori sono tra i prodotti più colpiti dalla nuova politica di tariffe doganali lanciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che penalizza prodotti come vini e liquori. La famiglia Arnault è salita nel capitale con perseveranza, continuità usando diversi miliardi di euro per comprare azioni: deteneva il 46,45% del capitale nel 2013, il 46,7% nel 2016, il 47,2% nel 2018, il 47,5% nel 2020, il 48,6% nel 2023 e il 49% nel 2024. «Questo superamento della soglia del 50% del capitale testimonia la grande fiducia di Bernard Arnault e della sua famiglia nel futuro di LVMH», si legge nella nota della famiglia una volta conclusa l’ultima operazione societaria che negli ultimi anni ha visto il valore del gruppo crescere in maniera costante.
Per fare un esempio, nel 1988, LVMH realizzava 2,5 miliardi di euro di fatturato. Con un tasso medio di crescita annua del 10% l’anno, il gruppo genera oggi un fatturato di 80,8 miliardi di euro, ovvero oltre 32 volte superiore a quello del 1988. Se si considera solo il mercato internazionale, il dato sale a 35,5 volte, segno della grande crescita globale. Anche la redditività del gruppo è aumentata, passando da 305 milioni di euro di utile netto nel 1988 a quasi 11 miliardi nel 2025 (36,1 volte di più). In Borsa, nel 1988 LVMH era valutata 5,8 miliardi di euro. Quasi 40 anni dopo, il gruppo vale circa 280 miliardi, ossia 48 volte di più.
Nel corso degli anni, al fianco del fondatore Bernard, che oggi ha 76 anni, si sono insediati i cinque figli. Al momento la struttura societaria vede il fondatore ricoprire la carica di CEO, con la figlia Delphine, 50 anni, CEO di Christian Dior Couture; Antoine, 48, responsabile comunicazione, immagine e ambiente LVMH e CEO di Christian Dior; Alexandre, 33 anni, direttore della divisione vini e liquori LVMH; Frédéric, 30 anni, CEO di Loro Piana; Jean, 27 anni, direttore della divisione orologi di Louis Vuitton. Tutti siedono nel Consiglio di Amministrazione, tranne Jean, il più piccolo dei figli. Per il momento, inoltre, fanno parte del comitato esecutivo di LVMH solo i due figli maggiori, avuti da Arnault con la prima moglie Anne Dewavrin.
La grande influenza del gruppo ha portato gli Arnault in Italia, dove erano giovedì per la Milano Fashion Week e in particolare per la sfilata di Maria Grazia Chiuri (ex Dior) per Fendi. In prima fila c’erano Bernard Arnault, sua moglie Hélène Mercier-Arnault (fuori dagli affari di famiglia), il figlio Frédéric, e Pietro Beccari, il manager italiano pilastro del gruppo in qualità di CEO di Louis Vuitton e Lvmh Fashion Group.
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