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Cagliarinews24

·16 giugno 2026

Gravina: «Dobbiamo credere nel sistema e investire di più, con coraggio!»

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Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC, è intervenuto in relazione al momento del calcio italiano. Ecco quanto traspare

Presente come spettatore alla presentazione del libro di Ivan Zazzaroni, “Per vincere domani”, l’ex presidente della FIGC Gabriele Gravina ha commentato il momento del calcio italiano. Quest’ultimo ha ripercorso le azioni intraprese negli ultimi anni, evidenziando sia i risultati positivi sia le criticità affrontate. L’ex dirigente ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare su organizzazione, infrastrutture e valorizzazione dei giovani, indicando che il percorso compiuto ha portato progressi, ma resta ancora molto da fare per garantire competitività e solidità al sistema calcistico italiano. Le sue dichiarazioni riprese da gianlucadimarzio.com:


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CALCIO ITALIANO«Non sono d’accordo sul fatto che il calcio italiano sia arrivato al livello più basso. Valutare il nostro calcio basandosi su un singolo risultato è un errore. Dobbiamo uscire dall’ipocrisia. Se guardiamo ai risultati sportivi, abbiamo lavorato per creare una filiera che possa darci prospettive concrete. Abbiamo lavorato per vincere “domani”. Prima del 2018 le nazionali giovanili non arrivavano mai in finale: oggi l’Under 17 vince il campionato europeo, così come l’Under 19».

NAZIONALE«Ma è mai possibile che non riusciamo ad analizzare la storia della nazionale maggiore con oggettività? Dal 2018, con Mancini, l’Italia ha raccolto 37 risultati utili consecutivi; nel 2021 abbiamo vinto l’Europeo: sono risultati straordinari. Io sono il primo a essere amareggiato per la mancata qualificazione ai Mondiali. Kean e Pio Esposito hanno sbagliato gol che potevano essere decisivi, e per questo siamo rimasti fuori. Ma se avessero segnato? Avremmo riaperto tutti gli oratori e risolto, magicamente, ogni problema del calcio italiano».

AUGURIO MALAGO’«Dobbiamo superare certe contraddizioni. Dobbiamo credere nel sistema e investire di più, con coraggio: se raccontiamo il problema in modo errato, non troveremo mai la soluzione. Auguro a Giovanni (Malagó, ndr), come primo impegno, di battersi per scardinare quella che, tra virgolette, viene presentata come “intesa tra le componenti”: non è possibile che una riforma venga bloccata se il 3% non è d’accordo. È antidemocratico e contrario a ogni senso di ragionevolezza. Io non ci sono riuscito».

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