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·20 febbraio 2026

Gravina rivoluziona gli arbitri: nasce la PGMOL all'italiana. Riforma immediata

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Continua a tenere banco la questione arbitri, settore finito sotto la lente di ingrandimento della FIGC. Infatti, dopo la conferma dell’inibizione di Antonio Zappi, che dovrà quindi lasciare la presidenza dell’AIA, il numero uno della Federcalcio Gabriele Gravina vuole accelerare sulla formazione di una entità indipendente che renda i fischietti italiani una realtà professionistica a tutti gli effetti.

Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, questa nuova entità si basa sulla PGMOL inglese (Professional Game Match Officials Limited) ed è previsto che entri in funzione a partire dalla prossima stagione. Il piano è già delineato, tanto che sono già ben definiti struttura, numeri, investimenti e governance. Si tratta quindi di una vera riforma del mondo arbitrale, mentre resta sul tavolo l’ipotesi di un commissariamento per l’AIA, come anticipato da Calcio e Finanza nelle scorse settimane.


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La rivoluzione del mondo arbitrale non riguarderà solo il professionismo dei direttori di gara di vertice, ma anche i meccanismi all’AIA, cercando di scardinare il clientelismo che ha portato poi allo scoppio del caso Zappi. Si tratta quindi di un nuovo modello di governance: la separazione netta tra gestione politico-associativa e gestione tecnica, la razionalizzazione e il contenimento dei costi, l’efficientamento della struttura organizzativa e dei processi operativi interni.

Tenendo a mente il modello della PGMOL inglese, si va verso una società indipendente, autonoma, partecipata 100% dalla Federcalcio. Per quanto riguarda invece le Leghe, queste entreranno solo nella parte economica, con un finanziamento. Non ci sarà commistione diretta. Nel concreto, secondo il piano di Gravina, il Consiglio federale nominerà i tre membri del Consiglio d’Amministrazione che guideranno questa società. Saranno indipendenti da tutti, Federazione, società, arbitri.

A questo CdA indipendente spetterà poi il compito di nominare un designatore, che sarà necessariamente un arbitro che dovrà gestire i rapporti con i vertici di FIFA e UEFA e nel dettaglio con i coordinatori Collina e Rosetti (attualmente) e un amministrativista (direttore generale o amministratore delegato) con il compito di garantire non solo la gestione del budget (al momento, circa 17 milioni) ma anche del marketing, con il reperimento di nuove risorse.

Il progetto riguarderà tutti gli arbitri di vertice, che avranno una nuova qualifica professionale (ivi compreso un trattamento economico differente). Si parla di contratto di base autonomo per i nuovi e di subordinato a tempo determinato per quelli con più esperienza. Si studierà anche un sistema pensionistico. La struttura si poggerà su quella esistente: 40 arbitri (attualmente 42), 66 assistenti (ora 74) e 24 VMO (Video Match Officials, ora sono 20 arbitri e 4 assistenti). Sotto l’egida dell’AIA resterebbe così la Serie C e le commissioni di base, con l’obiettivo di far crescere nuovi arbitri in grado di poter arrivare nelle categorie superiori. Su questo argomento vanno ancora stabiliti i meccanismi di promozione per cui bisognerà attendere la riunione (ma probabilmente saranno due) con le componenti tecniche della Lega di Serie A e quella di B, riunioni operative per migliorare il progetto, là dove fosse necessario.

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