Guardiola CT dell’Italia: follia o ultima occasione per salvare il calcio azzurro? | OneFootball

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Calcionews24

·22 maggio 2026

Guardiola CT dell’Italia: follia o ultima occasione per salvare il calcio azzurro?

Immagine dell'articolo:Guardiola CT dell’Italia: follia o ultima occasione per salvare il calcio azzurro?

L’idea impossibile che però avrebbe un senso enorme: Pep Guardiola, dopo l’addio ufficiale al Manchester City, CT dell’Italia?

L’addio ufficiale di Pep Guardiola al Manchester City non è soltanto la fine di un ciclo storico in Premier League. È un terremoto che inevitabilmente apre scenari, suggestioni e fantasie. Tra queste, ce n’è una che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrata pura fantascienza: Guardiola commissario tecnico dell’Italia.


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Sì, è complicato. Forse quasi impossibile. I costi, la gestione politica della federazione, il carattere stesso di Guardiola e il suo modo di vivere il calcio quotidiano rendono l’operazione estremamente difficile. Ma proprio perché il calcio italiano sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia recente, vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi: e se fosse davvero lui l’uomo giusto per rifondare tutto?

L’Italia arriva da anni di confusione tecnica, progettuale e identitaria. Due Mondiali saltati, settori giovanili in crisi, stadi vecchi, poca valorizzazione del talento e una Serie A che fatica sempre di più a essere il centro del calcio europeo. In questo contesto, l’eventuale arrivo di Guardiola avrebbe un impatto che andrebbe ben oltre il campo.

Non sarebbe solo un allenatore, ma un simbolo

La prima cosa da capire è che Guardiola non rappresenterebbe soltanto una scelta tecnica. Sarebbe un messaggio politico, culturale e sportivo fortissimo. Uno di quelli capaci di cambiare la percezione internazionale di un movimento.

Per anni l’Italia è sembrata chiusa, conservatrice, spesso incapace di innovarsi. Guardiola, invece, è l’esatto opposto: modernità, metodologia, leadership, visione. Anche chi non ama il suo calcio riconosce una cosa fondamentale: Pep sposta il livello dell’ambiente in cui lavora.

E oggi il calcio italiano ha disperatamente bisogno proprio di questo: qualcuno che riporti credibilità.

L’Italia ha perso identità: Guardiola potrebbe restituirgliela

Negli ultimi anni la Nazionale ha dato spesso la sensazione di vivere alla giornata. Mancanza di continuità, scelte poco coraggiose, ricambio generazionale lento. L’Europeo vinto nel 2021 è stato un capolavoro emotivo e tecnico, ma non ha aperto un ciclo duraturo.

Guardiola, invece, è un allenatore che costruisce sistemi, non solo squadre.

Con lui l’Italia potrebbe finalmente avere una direzione chiara: possesso palla organizzato, valorizzazione dei giovani, cultura del gioco, responsabilizzazione tecnica dei calciatori. E soprattutto una mentalità internazionale che oggi sembra mancare.

L’impatto mediatico sarebbe devastante

Pensare a Guardiola in panchina significherebbe anche riportare l’Italia al centro del calcio mondiale. Sponsor, attenzione internazionale, entusiasmo, credibilità verso i giovani talenti italiani: tutto cambierebbe immediatamente.

Perché il punto è questo: oggi l’Italia non è più percepita come una superpotenza calcistica stabile. E l’arrivo di un personaggio globale come Guardiola sarebbe uno shock positivo enorme.

Non risolverebbe magicamente i problemi strutturali del calcio italiano, certo. Ma potrebbe creare qualcosa che oggi manca terribilmente: entusiasmo.

Guardiola e l’Italia: incompatibili o perfetti insieme?

C’è poi un aspetto quasi romantico. Guardiola è sempre stato ossessionato dal controllo del gioco, ma ha anche mostrato enorme rispetto per la cultura tattica italiana. Negli anni ha studiato allenatori italiani, sistemi difensivi italiani e filosofie nate in Serie A.

Vederlo alla guida degli Azzurri significherebbe assistere a un incontro tra due scuole calcistiche che storicamente si sono osservate e influenzate a vicenda.

Certo, restano dubbi enormi. Guardiola ha sempre lavorato quotidianamente sul campo, costruendo automatismi maniacali. Il calcio delle Nazionali offre pochissimo tempo. Inoltre, la pressione mediatica italiana è diversa da qualsiasi altra esperienza vissuta da Pep.

Ma forse è proprio questo il momento di tentare qualcosa di fuori dagli schemi.

Una follia che oggi avrebbe perfettamente senso

In un periodo storico in cui il calcio italiano sembra aver perso peso, leadership e fascino, la candidatura di Guardiola assumerebbe quasi il valore di una dichiarazione d’intenti: l’Italia vuole tornare grande davvero.

Forse resterà soltanto una suggestione. Forse non esisterà mai nemmeno una trattativa concreta. Però il solo fatto che oggi tanti tifosi la considerino una possibilità racconta perfettamente il momento degli Azzurri: c’è bisogno di una figura enorme, quasi rivoluzionaria, per riaccendere la speranza.

E in fondo, se davvero esiste un allenatore capace di ridare ossigeno a un intero movimento, quel nome è proprio Guardiola.

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