Guardiola e Buffon dicono no all’Italia: il motivo della scelta e il prescelto per guidare la panchina azzurra | OneFootball

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·24 luglio 2026

Guardiola e Buffon dicono no all’Italia: il motivo della scelta e il prescelto per guidare la panchina azzurra

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Pep Guardiola e Gianluigi Buffon dicono no al progetto della Nazionale: le motivazioni ed ecco su chi punteranno Leonardo e Maldini per la panchina azzurra

Arriva la risposta notturna per la Nazionale: Pep Guardiola ha declinato l’offerta per la panchina azzurra. Il tecnico catalano ha ringraziato sentitamente, colpito dalla chiamata di Paolo Maldini e Leonardo, ma l’allenatore ha deciso di rifiutare l’incarico, reputandolo incompatibile con le proprie necessità. L’ex allenatore del Manchester City dopo dieci anni, vuole dedicare tempo alla famiglia, allontanando le responsabilità di commissario tecnico. Professionalmente, si definisce un “malato di calcio” che vive il campo quotidianamente, faticando a immaginarsi come un selezionatore costretto a delegare. L’iberico ha scartato l’offerta di un progetto lungo otto o dieci anni per rispetto verso l’Italia e l’ex capitano milanista. Lo riporta la Gazzetta dello Sport.


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Senza l’obiettivo principale, la dirigenza azzurra attiva il piano di riserva, puntando su Andrea Pirlo. Dovrebbe essere lui l’uomo per inaugurare un nuovo ciclo, rompendo con il recente passato per costruire un’identità calcistica duratura. Il progetto tecnico condiviso con i dirigenti è a lungo termine, ponendo la competizione continentale del 2028 come primo banco di prova e la rassegna del 2032 quale traguardo per il definitivo consolidamento. La squadra necessita di stabilità, di una visione chiara e di continuità in campo, annullando ogni drastico cambio di rotta.

Parallelamente, Gianluigi Buffon ha risposto negativamente al suo reintegro. L’ex portiere era stato contattato una decina di giorni fa, suggerito da Giovanni Malagò, per tornare in nazionale con un impiego ancora più “attivo“. L’ex estremo difensore, nonostante il forte legame con gli attuali vertici federali, ha preferito declinare l’invito. La decisione, maturata a giugno, nasce dal desiderio di trascorrere tempo in famiglia e portare avanti i suoi personali “studi” da dirigente sportivo. Un percorso che affronterà con la massima professionalità, rinunciando alla chiamata per concentrarsi sul futuro manageriale.

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