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·21 marzo 2026

Guida ai giovani portieri italiani

Immagine dell'articolo:Guida ai giovani portieri italiani

Ormai il messaggio diffuso a reti unificate è il seguente: stiamo vivendo la crisi del calcio italiano. Una semplificazione comoda, semplicistica e pronta all’uso per descrivere i periodi di magra del nostro movimento, segnati da insuccessi e gestioni discutibili. Un fondo di verità c’è, indubbiamente. Ma una visione d’insieme così superficiale e al contempo lapidaria impedisce di analizzare in profondità la questione, contribuendo a creare un clima di sfiducia e inquinando la percezione di ciò che invece continua a funzionare da anni, rendendoci un modello formativo da seguire e tentare di imitare.

La scuola dei portieri italiani – insieme a quella dei difensori – si conferma il fiore all’occhiello del nostro calcio quanto a produzione costante di talenti, giovani e pronti.


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Diversi di loro si stanno affermando in Serie B a suon di parate, qualcuno ha già ricevuto la chiamata dalla Serie A e su qualcun altro la concorrenza è stata anticipata dai club stranieri. Scopriamo i portieri italiani del futuro.

Tommaso Martinelli (2006)

A 18 anni esordiva in Atalanta-Fiorentina 2-3, lanciato da Vincenzo Italiano. Può già vantare esperienza in campo europeo, con 3 presenze in Conference League in maglia viola. Oggi, Tommaso Martinelli ha le spalle abbastanza larghe per difendere i pali di una Sampdoria che non naviga in acque tranquille, dove concluderà la stagione in prestito dalla Fiorentina. 

Il classe 2006 si è presentato con 4 clean sheet nelle prime 9 partite e una media di parate del 73% (3.0 a partita). Personalità, centimetri, riflessi, repertorio completo: la sensazione è che la porta della Fiorentina sia in ottime mani per il prossimo futuro.

Edoardo Motta (2005)

Viene acquistato a gennaio per 1.2 milioni di euro dalla Lazio, che lo preleva dalla Reggiana dopo un’ottima prima parte di stagione, per sostituire Mandas e crescere sotto l’ala di Provedel. Il destino, però, scombina presto i piani di apprendistato: Provedel si fa male e Motta diventa improvvisamente il portiere titolare dei biancocelesti. Pressione? Nessuna. 

Il classe 2005, nelle prime due uscite contro Sassuolo e Milan si è dimostrato sicuro, perfettamente a suo agio nel ruolo di estremo difensore di una squadra del lato sinistro della classifica, evitando 1.24 gol complessivi con le sue 6 parate totali. Prontezza.

Lorenzo Palmisani (2004)

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Autore di una stagione sin qui eccellente, impreziosita da 11 clean sheet e dalla chiamata di Silvio Baldini, che lo ha scelto come portiere titolare della sua U21, Palmisani si è affermato come uno dei migliori portieri del campionato di Serie B. I numeri parlano chiaro: con 9.68 xG evitati è per distacco l’estremo difensore che ha sventato più occasioni in tutto il torneo. Con le sue parate ha inciso in maniera decisiva sui risultati del Frosinone, permettendo ai ciociari di giocarsi le loro chance di promozione fino in fondo. I riflessi e la rapidità con cui va giù dall’alto dei suoi 196 cm, sono francamente donnarummeschi.

Giovanni Daffara (2004)

Ci ha messo qualche giornata a prendersi la titolarità, ma dal giorno del suo debutto in Serie B la porta dell’Avellino non ha avuto altro padrone all’infuori di Giovanni Daffara. Classe 2004, in prestito dalla Juventus e reduce da due ottime stagioni in Serie C con la Next Gen, ha già accumulato esperienza tra i grandi. A dispetto delle lunghe leve (194 cm) che gli permettono di coprire anche gli angoli più remoti, Daffara è un portiere molto agile e dai riflessi rapidi, cresciuto progressivamente nella personalità e nel coraggio. Da Torino, in  questo preciso periodo storico, osservano con attenzione.

Diego Mascardi (2006)

Aveva iniziato bene l’annata tra i pali dello Spezia, parando due rigori in Coppa Italia contro la Samp e collezionando 13 presenze nella prima parte di stagione. Poi, vista la situazione di classifica delicata, i liguri hanno deciso di virare sull’esperienza. Ma le ottime sensazioni lasciate da Mascardi sono un segnale importante per il futuro. Il classe 2006 è un portiere molto strutturato e potente, che sfiora i due metri e che ha dimostrato di essere capace di interventi tanto importanti – grazie al suo ottimo senso della posizione – quanto spettacolari. Stabilmente nel giro dell’U21, durante la scorsa estate aveva attirato l’attenzione di diversi grandi club italiani. I mezzi sono importanti.

Alessandro Nunziante (2007)

Dopo Meret, Provedel, Scuffet e Vicario, l’Udinese vuole mantenere la sua lunga tradizione di portieri italiani puntando forte su Alessandro Nunziante, acquistato con convinzione per 1.5 milioni dal Benevento, con cui aveva esordito in prima squadra a 16 anni, diventando titolare a 17. Poco importa del doppio salto di categoria: i friulani hanno visto in lui il potenziale portiere del futuro. Nella passata stagione aveva totalizzato 10 clean sheet, subendo solo 30 gol in tutto l’anno solare. Gli elementi per gridare al predestinato ci sarebbero tutti, aspettiamo di vederlo all’opera in Serie A, magari nelle ultime giornate di campionato.

Menzione d’onore per Sebastiano Desplanches e Mattia Fortin, entrambi classe 2003.

Il primo, attualmente in forza al Pescara, che nel 2023 aveva vinto il Golden Glove al mondiale U20 in Argentina, è ormai un nome affermato. Il secondo, dopo le ottime prestazioni al Padova, è stato acquistato dal Lens, grazie alla sinergia che lega le due squadre e si trasferirà in Francia a fine stagione. In Ligue 1 raggiungerà Renato Marin, classe 2006 prelevato dal PSG dal settore giovanile della Roma come terzo portiere.

Anche diverse squadre di Serie A hanno scelto di puntare su portieri giovani da far crescere alle spalle dei titolari. Il Milan ha Torriani (2005), il Napoli ha preso Ferrante (2006), il Torino ha Siviero (2006), il Bologna Pessina (2007), che ha anche già esordito in massima serie.

La scuola dei portieri si dimostra, ancora una volta, una delle più grandi certezze del movimento calcistico italiano. Una garanzia di ricambio generazionale costante, un’accademia in grado di sfornare giovani talentuosi e già pronti a calcare palcoscenici carichi di responsabilità.

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