Gullit a La Gazzetta: «Importante ripartire e non dimenticare il proprio dna» | OneFootball

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Milannews24

·28 maggio 2026

Gullit a La Gazzetta: «Importante ripartire e non dimenticare il proprio dna»

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Gullit ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale ha toccato diversi argomenti legati al Milan di oggi

Pallone d’Oro nel 1987, grande protagonista del Milan di Arrigo Sacchi e dell’Olanda vincitrice dell’Europeo nel 1988, Ruud Gullit è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport.

CRITICHE «E’ importante avere la possibilità di criticare, ma bisogna farlo in modo non cattivo, ovvero evitando parole cariche di odio. E’ un messaggio da dare soprattutto ai giovani. E non mi piace neppure che uno scriva sotto l’anonimato: mettere il proprio nome e la propria mail sarebbe meglio. Le grandi piattaforme on line devono aiutare».


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IL MILAN DI OGGI «E’ stata una delusione grande perché proprio non me l’aspettavo. All’ultima giornata al Milan era sufficiente una vittoria in casa contro il Cagliari e invece ha perso. Per me è stato un dispiacere».

ALLEGRI «Per una buona parte della stagione il Milan è andato bene e Allegri aveva ottenuto bei risultati. Nel finale c’è stato un calo, ma ha comunque avuto la possibilità di entrare tra le prime quattro. E’ un grande peccato che non ci sia riuscito. Per la sua storia il Milan deve sempre giocare in Champions».

LEAO «Lo conosco ed è bravo, ma non so cosa pensa. Quando giochi a un certo livello, per essere al top ed esprimere le tue qualità devi essere a posto con il fisico e con la testa. In più c’è bisogno di compagni che ti aiutino. Con il Milan Leao non è andato bene e ora avrà il Mondiale per mostrare il suo potenziale».

IL MILAN LO VUOLE VENDERE «Negli anni in cui c’è il Mondiale, molte operazioni nascono in base al rendimento dei giocatori durante la Coppa del mondo. Dovremo quindi vedere cosa farà con il Portogallo, dove però Leao non è titolare. Ha grandi potenzialità, ma dipende da lui».

MODRIC «Modric anche a quarant’anni resta un fuoriclasse. Mi è dispiaciuto per l’infortunio che ha avuto con quella testata presa (da Locatelli, ndr)».

AVREBBE GIOCATO NEL SUO MILAN «Sì perché ha tanta classe e personalità».

DEVE RESTARE IN ROSSONERO «Lo spero».

IBRAHIMOVIC «Ci ho parlato e la nostra è stata una conversazione interessante. Non posso dare giudizi su di lui come dirigente perché non lo conosco bene. Domenica è stata una giornata difficile per i tifosi. Auguro il meglio al Milan e a tutti i suoi tifosi».

MILAN E JUVE SENZA CHAMPIONS «Tra le vostre grandi solo l’Inter ha fatto una grande stagione e ha vinto lo scudetto con merito. Juventus e Milan non hanno reso come si aspettavo i dirigenti e i tifosi. Nel calcio ci sono tante variabili e non sempre le cose vanno come uno spera. L’importante è ripartire e non dimenticare il proprio dna».

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