Calcionews24
·7 agosto 2026
Hauge-Milan, amore mai finito: «Forse avrei dovuto avere più pazienza. Spero di tornare un giorno»

In partnership with
Yahoo sportsCalcionews24
·7 agosto 2026

Il legame tra Jens Petter Hauge e il Milan non si è mai completamente spezzato. L’esterno norvegese, tornato protagonista con la maglia del Bodo/Glimt, ha ripercorso la sua breve esperienza in rossonero nel corso di un’intervista concessa a MilanNews.it, soffermandosi sui ricordi di quella stagione e lasciando aperta anche la porta a un possibile ritorno in futuro.
Hauge arrivò a Milano nel 2020, a soli 21 anni, dopo essersi messo in evidenza proprio con il club norvegese. Nella sua unica annata in Italia realizzò cinque gol, prima di proseguire la carriera con Eintracht Francoforte e Gent e poi fare ritorno al Bodo/Glimt.
Il norvegese conserva un ricordo molto positivo dell’ambiente rossonero e delle persone incontrate durante la sua permanenza a Milano.
L’AMORE PER IL MILAN – «Amo davvero tanto questo club. E’ stata la prima squadra che ho giocato fuori dalla Norvegia e dal Bodo. I compagni e tutte le persone che lavoravano nel club si sono presi grande cura di me. E’ stato un periodo davvero bello al Milan, dove c’erano giocatori fortissimi come Ibrahimovic».
Proprio Zlatan Ibrahimovic fu uno dei punti di riferimento di quella squadra. Hauge ha ricordato anche le critiche ricevute dallo svedese durante gli allenamenti.
LE CRITICHE DI IBRAHIMOVIC – «Sì, ma è normale ed è stato anche un bene (ride, ndr)».
Guardando indietro, Hauge ammette che avrebbe forse potuto gestire diversamente il momento dell’addio. L’esterno riconosce di aver avuto poca pazienza, pur senza trasformare quella scelta in un vero rimpianto.
LA SCELTA DI LASCIARE – «Si può sempre dire così, ma io mi sono goduto il mio periodo al Milan e forse avrei dovuto avere un po’ più di pazienza, senza andare via dopo una sola stagione. Questo è il calcio, le cose succedono in fretta e non posso avere rimpianti. Il mio periodo lì è stato positivo».
Nel finale della stagione 2020/21, Hauge trovò sempre meno spazio nelle rotazioni di Stefano Pioli. Dopo il gol realizzato contro la Sampdoria, le sue occasioni diminuirono sensibilmente.
IL POCO SPAZIO – «E’ passato tanto tempo, ma dopo il goal contro la Sampdoria non ho più avuto una nuova occasione per giocare. Erano rientrati alcuni giocatori dagli infortuni e quindi era difficile trovare spazio. Forse mi sono fatto prendere un po’ troppo dallo stress perché volevo mantenere il mio posto in Nazionale. E per farlo, ovviamente, dovevo giocare. Ma questo è il calcio e cose del genere succedono. Non ho rimpianti».
La storia recente ha poi regalato a Hauge un particolare incrocio con Milano. Con il Bodo/Glimt, il norvegese è riuscito a segnare sia all’andata sia al ritorno contro l’Inter, contribuendo all’eliminazione dei nerazzurri dalla Champions League.
I GOL ALL’INTER – «E’ stato un momento davvero bellissimo per me (ride, ndr)! – racconta -. Ci tenevo tantissimo a fare bene in quella partita, soprattutto a San Siro tornando a Milano. E’ stata la partita più speciale per me in Champions League».
Oggi Hauge sta bene al Bodo/Glimt, ma quando gli viene chiesto di un possibile ritorno al Milan non chiude affatto la porta.
IL POSSIBILE RITORNO – «Non lo so, adesso qui sto bene. Ma spero di tornare, Forza Milan!».
Parole che confermano quanto il Milan sia rimasto importante nel percorso personale e professionale del norvegese, che a distanza di anni continua a conservare un forte legame con i colori rossoneri.
Live







































