Inter Milan
·26 settembre 2026
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·26 settembre 2026
“Internazionale uno, Independiente zero. Ha segnato Corso! Al sesto minuto del secondo tempo supplementare!”
La Coppa Intercontinentale, o Coppa del Mondo, esisteva da quattro anni. La competizione fu creata sostanzialmente perché la Coppa Campioni stava troppo stretta al Real Madrid, che aveva vinto le prime cinque edizioni. Bisognava capire qual era la squadra più forte del mondo, se un’europea o una sudamericana. Il Real di Puskas e Di Stefano aveva effettivamente vinto la prima edizione regolando agevolmente il Penarol. Di lì in poi però tre trionfi sudamericani in fila: gli uruguaiani del Penarol si rifecero contro il Benfica di Eusebio, poi due trionfi in fila del Santos: a Pelè dovette inchinarsi anche il Milan di Rocco.
La Coppa Campioni 1964 sancì il passaggio di consegne nella nobiltà del calcio europeo: dal Real Madrid alla Grande Inter, 3-1 con doppietta di Sandro Mazzola. La Libertadores la vinsero i combattivi argentini dell’Independiente, che si aggiudicarono anche gara uno dell’Intercontinentale. La formula era semplice: due partite, una in Europa una in Sudamerica. La differenza reti entra in gioco soltanto in caso di parità nella terza partita, la cui sede cambia ad anni alterni.
Gara uno a Buenos Aires: 1-0 per gli argentini.
Gara due a Milano: 2-0 per gli uomini di Herrera, Mazzola e Corso nei primi minuti. Anno pari, la “bella”, come si diceva allora, si gioca a Madrid. Herrera fa pretattica, dovrà rinunciare agli acciaccati Burgnich e Mazzola. Nessun problema, giocano Malatrasi e Peirò, uno spagnolo, anche per conquistarsi i favori di almeno una parte del pubblico.
Un consigliere di amministrazione dell’Independiente fissa il premio vittoria: trecento mucche, da suddividere non si sa bene come tra i venti componenti della rosa. Il pubblico è diviso in due, chi parteggia per gli argentini lo fa più che altro per gufare l’Inter, che pochi mesi prima aveva matato il Real in finale. La gara è una battaglia, diluvia, l’Independiente gioca bene, l’Inter però gioca meglio. Il punto esclamativo lo mette Mario Corso, ovviamente di sinistro, al termine di un’azione magnifica. Per la prima volta una squadra italiana è campione del Mondo: farà il bis l’anno successivo. Una della più grandi squadre della storia del calcio ha appena lasciato un altro segno.







































